L’inquinamento atmosferico e la mobilità sostenibile: ecco i fatti

L’inquinamento atmosferico e la mobilità sostenibile: ecco i fatti

L’inquinamento atmosferico e la mobilità sostenibile. I fatti come stanno e la priorità della persona umana e della sua salute.
Tra la fine dell’anno appena chiuso e l’inizio di quello che si è appena aperto è tornato drammaticamente in primo piano il problema dell’inquinamento dell’aria nella nostra Città. Quali sono le cause dell’inquinamento atmosferico? Sono tante, ma non vi sono dubbi che all’interno delle città la causa principale sia il traffico veicolare. A esso, come si legge per esempio sul sito InformAmbiente della Città di Torino, è imputata la principale quota di emissioni di sostanze inquinanti e, oltre alla qualità dell’aria, ha forti impatti sull’occupazione del territorio, sul consumo di combustibili con relativa emissione di CO2 e sull’inquinamento acustico. Ed è questo il fattore fondamentale su cui agire secondo tutte le direttive e i rapporti delle istituzioni competenti nonché la direzione che tutte le principali città europee stanno prendendo o hanno intrapreso da anni.

Secondo l’Inventario Regionale delle Emissioni in Atmosfera (IREA), per la Città di Torino la causa principale della componente primaria del particolato è il trasporto su strada, responsabile per circa l’82% della presenza di tale inquinante

Ecco cosa ha risposto Alberto González Ortiz, esperto in qualità dell’aria dell’Agenzia Europea per l’Ambiente a questa domanda:  Quali sono gli effetti dei trasporti stradali sull’inquinamento atmosferico nelle città? 

I trasporti stradali sono la maggiore fonte di emissione di biossido di azoto (NO2) che oltre ad essere uno dei principali inquinanti dannosi per la salute è un precursore dell’ozono e del particolato che si possono formare nell’aria. I trasporti sono anche una fonte importante di particolato primario, prodotto non soltanto dai processi di combustione ma anche dall’usura di pneumatici e freni; infine, e non si tratta certo dell’ultimo dei problemi, sono una fonte molto rilevante di emissioni di gas serra.

I trasporti su strada occupano anche una parte consistente degli spazi pubblici, ad esempio a causa del traffico congestionato. Per di più, causano rumore. Si tratta quindi di un problema che si sviluppa su più piani.

Chiaramente non si vuole mettere in discussione l’importanza dei trasporti e della mobilità nella nostra vita quotidiana, ma rendere più sostenibili i nostri spostamenti. In tutta Europa, vediamo che molte città si stanno già muovendo per cercare di istituire sistemi di mobilità più sostenibili. Le misure come i pedaggi urbani (tasse sulla congestione) sono rimedi a breve termine; per migliorare il nostro benessere complessivo dobbiamo pensare di trasformare in profondità il nostro sistema dei trasporti con soluzioni innovative e più a lungo termine.

Leggi qui l’intera intervista.

Gli strumenti che l’amministrazione comunale ha messo in campo durante il 2017 mirano esattamente a “trasformare in profondità il nostro sistema dei trasporti con soluzioni innovative e più a lungo termine”. Il 2018 sarà l’anno della svolta quanto all’attuazione

Il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile punta a sei obiettivi: aumentare gli spostamenti urbani effettuati in bici; aumentare la velocità commerciale media del trasporto pubblico oggi troppo bassa e scoraggiante per i fruitori; estendere la rete di piste ciclabili sul territorio urbano; tenere sotto controllo i valori delle polveri sottili; aumentare l’estensione complessiva delle Zone a traffico limitato; ridurre l’incidentalità sul territorio. A oggi a Pescara entrano circa 117.000 auto. L’obiettivo del piano è quello di portare al 50 per cento tale mobilità che oggi è notevolmente superiore, innalzando al 15% l’utilizzo delle due ruote che ad oggi rappresentano il 2 per cento e al 35 l’utilizzo del trasporto pubblico locale che a oggi si attesta sul 16 per cento.

Bici in rete è il progetto che mira a connettere e congiungere le piste ciclabili esistenti in città. Il piano triennale delle opere pubbliche 2016-2018 ha destinato 250 mila euro all’anno per gli interventi sulla ciclabilità. L’obiettivo prioritario degli interventi è la messa in rete di tutte le piste ciclabili esistenti e di porre le basi di un vero e proprio “BICIPLAN” (una trama viaria della mobilità ciclistica cittadina che non abbia soluzioni di continuità con un proprio sistema identitario) che nei prossimi mesi sarà inserito come elemento qualificante nel nuovo piano traffico ed è uno degli obiettivi del Piano per la Mobilità SostenibileNei prossimi giorni partiranno i lavori per la ciclabile di Viale Muzii, quelli per la realizzazione della “zona 30” in viale Pindaro con il nuovo tracciato su strada e nei prossimi mesi le ciclabili di Viale Pepe, dei “due ponti” (il quadrilatero direzionale) e la protezione della pista esistente di Viale Regina Margherita.

La Strategia di Sviluppo Urbano Sostenibile della Città di Pescara (SUS PESCARA) approvata dalla Giunta Comunale (con delibera n. 416 del 21 giugno 2017) nell’ambito del POR FESR ABRUZZO 2014 – 2020 – Asse VII “SVILUPPO URBANO SOSTENIBILE”  prevede la creazione di un sistema di trasporto rapido di massa (Bus Rapid Transit) nel “cuore” della città con una spesa di 1.3 milioni di euro più altri 1.5 milioni di euro per interventi di sistemazione dei tracciati e la realizzazione di ulteriori piste ciclabili e 3 milioni  di euro per l’acquisto di bus elettrici.

Il Bike sharing a flusso libero: a seguito della pubblicazione di un avviso per manifestazioni di interesse, nelle prossime settimane una società irlandese avvierà con ben 500 biciclette questo innovativo servizio, già in essere in città come Firenze e Milano.

Non va dimenticato il lavoro di Mobility Management che si è avviato con le scuole e con le aziende. In attuazione di una legge dello Stato che ha l’obiettivo di assicurare l’abbattimento dei livelli di inquinamento atmosferico ed acustico, la riduzione dei consumi energetici, l’aumento dei livelli di sicurezza del trasporto e della circolazione stradale, la riduzione al minimo dell’uso individuale dell’automobile privata e il contenimento del traffico, si è favorita, in collaborazione con l’Ufficio scolastico provinciale,  la nomina del mobility manager scolastico in tutte le scuole pescaresi e si sono avviate politiche e pratiche di “pedibus” e “bicibus”.

Gli Stati generali per la mobilità urbana hanno coinvolto migliaia di persone sui temi della mobilità nuova.

In questo contesto di riferimento vanno considerate le misure di emergenza che in certi casi occorre prendere, sempre in considerazione del fine ultimo della protezione della salute umana, per contrastare le fasi più acute di inquinamento dell’aria, che possono comportare blocchi o limitazioni del traffico in determinate giornate o periodi e che qualunque amministrazione ha il dovere di prendere in considerazione a tutela dei propri cittadini.

Dinanzi a questo scenario sorprende che continuino a circolare le seguenti due tesi, prive di base scientifica e di supporto empirico:

  • che l’inquinamento atmosferico nei centri cittadini sarebbe dovuto quasi totalmente alle emissioni per il riscaldamento degli edifici. Si è già mostrato prima come non sia affatto così, sebbene anche il riscaldamento contribuisca all’inquinamento  in particolare per quanto il “particolato primario”. Il “particolato secondario” e molte altre sostanze dannose alla salute umana, come ossidi e biossidi di azoto, sono il frutto assolutamente prevalente del traffico automobilistico. Chi vuole approfondire, può consultare l’ultimo Rapporto 2017 sulla qualità dell’aria in Europa dell’Agenzia Europea per l’Ambiente. Perché le percentuali più alte si riferiscono al periodo invernale è presto spiegato: poiché più alta è la concentrazione di nitrato, che rappresenta la componente principale del secondario e le condizioni meteo climatiche invernali (basse temperature, umidità elevata) contribuiscono all’incremento della concentrazione di tali composti. Inoltre la condizione di stabilità atmosferica e i prolungati periodi invernali caratterizzati da assenza di precipitazioni non favoriscono la dispersione degli inquinanti presenti nell’aria. Del resto la legislazione nazionale punta senza mezzi termini, come si è ricordato sopra, a ridurre al minimo l’uso individuale dell’automobile privata e al contenimento del traffico.
  • che le limitazioni del traffico privato sarebbero dannose per il commercio cittadino. Tutte le esperienze in corso in città italiane ed europee  di ogni dimensione e latitudine (e la stessa Pescara dove ci sono le aree pedonali) mostrano – al contrario – che dove si favoriscono il trasporto pubblico, la mobilità attiva in bicicletta e a piedi, le zone “30” e a traffico limitato, le aree pedonali, il commercio fiorisce e le persone si riappropriano degli spazi pubblici liberati dallo smog, dal rumore e dall’invadenza delle automobili.
  • La cosa che tutti dovremmo sforzarci di comprendere è che invece le politiche di limitazione del traffico automobilistico realizzano, per dirla all’inglese, una tipica situazione win-win: ne traggono beneficio la salute e il benessere delle persone, anzitutto, ma anche l’economia e lo sviluppo e si rende la città più bella e accogliente.

La puntata di Presa diretta dell’8 gennaio (La bicicletta ci salverà), è rivelatrice della posta in gioco e dell’urgenza di provvedere.

 

Piano Generale del Traffico Urbano: stakeholders al lavoro

Piano Generale del Traffico Urbano: stakeholders al lavoro

Nella giornata di martedì 12 dicembre 2017 è insediato il primo tavolo di lavoro composto dagli stakeholdes invitati a partecipare al processo di redazione del PGTU per condividerne obiettivi generali, obiettivi specifici e strategie di intervento.

L’incontro ha visto i saluti dell’Assessore Civitarese che ha rimarcato la novità del percorso in quanto elemento di assoluta novità nei processi di redazione dei vari strumenti di pianificazione urbana di cui l’Amministrazione, dopo tanti anni, si sta dotando. Se questa fase prevede il coinvolgimento degli stakeholders, ve ne sono altre due che vedono il contributo di un panel di testimoni esperti e una giuria di cittadini, in corso di costituzione.

La relazione di apertura è stata tenuta dai progettisti incaricati di redigere il PGTU che hanno avuto premura di sottolineare gli obiettivi del processo partecipato e in particolare dell’incontro, la cui finalità è di valutate e definite le priorità di perseguimento di obiettivi specifici della politica di miglioramento della sostenibilità dei trasporti urbani, in accordo con le preferenze collettive rilevate e dichiarate. Nelle fasi successive del PUT (Piani particolareggiati e Piani esecutivi) sarà poi possibile coinvolgere stakeholder e cittadini alla scala di quartiere sui singoli elementi che compongono le misure che saranno adottate.

E’ stato evidenziato che il PGTU, una volta redatto, viene adottato dalla Giunta Comunale e quindi depositato per 30 giorni in visione del pubblico, con relativa contestuale comunicazione di possibile presentazione di osservazioni (nel medesimo termine), anche da parte di singoli cittadini. Successivamente il Consiglio Comunale delibera sulle proposte di Piano e sulle eventuali osservazioni presentate (con possibilità di rimandare il PGTU in sede tecnica per le modifiche necessarie) e procede infine alla sua adozione definitiva. I “Piani Particolareggiati” e i “Piani Esecutivi”, per i quali invece non è prevista la fase di approvazione da parte del Consiglio Comunale, prevedono procedure semplificate relativamente alle loro fasi di controllo e di approvazione.

L’incontro si è concluso con un breve dibattito e con la consegna di un questionario individuale per la valutazione dello stato di fatto  che consentirà agli intervenuti di esprimere la posizione in riferimento ai temi della mobilità urbana di Pescara presente e futura. A seguire il documenti presentati:

Verso il completamento del programma “bici in rete”

Verso il completamento del programma “bici in rete”

Via libera della Giunta comunale a due nuove piste ciclabili e alla protezione di quella esistente in via Regina Margherita. Un progetto che in questo modo volge al completamento di BICI IN RETE, il sistema di ciclabili che attraversa la città, varato dal Comune per connettere i percorsi esistenti e realizzarne di nuovi al fine di creare una rete fruibile per la mobilità ciclabile. Il progetto BICI IN RETE, che il Comune di Pescara ha avviato dal 2016, nasce per connettere e congiungere tutte le piste ciclabili esistenti in città. Il piano triennale delle opere pubbliche 2016-2018 ha destinato 250 mila euro all’anno per gli interventi sulla ciclabilità. L’obiettivo prioritario degli interventi è quello di mettere in rete tutte le piste ciclabili esistenti e di porre le basi di un vero e proprio “BICIPLAN” (una trama viaria della mobilità ciclistica cittadina che non abbia soluzioni di continuità e un sistema identitario) che nei prossimi mesi sarà inserito come elemento qualificante nel nuovo piano traffico ed è uno degli obiettivi del Piano per la Mobilità Sostenibile adottato dalla Giunta. I lavori, una volta definite le procedure di gara, partiranno nei primi mesi del 2018.

La realizzazione della pista di viale Muzii, i cui lavori partiranno subito dopo le feste, ne è un nodo importante. Ancora più importante è il circuito dell’area direzionale-centro storico o dei due ponti (Via D’Annunzio, Via Caduti del Forte, Via Marconi, Via Conte di Ruvo) approvato ieri dalla Giunta, che consente di congiungere la pista di Via de Gasperi con la pista proveniente da Viale Pindaro-Viale D’Annunzio e di percorrere in sicurezza il ponte Risorgimento e il Ponte d’Annunzio nei due sensi di marcia, da e verso gli uffici di Piazza Italia. Sarà per la prima volta prevista una corsia ciclabile in rotatoria, quella di Rampigna, soluzione presente in altre città, ma non ancora a Pescara.

Un’altra pista ciclabile approvata ieri riguarda Viale Pepe, al fine di collegare la pista proveniente da Viale Pindaro, attraverso via Pollione, con la zona dello Stadio, sino all’incrocio con via D’Avalos e che poi proseguirà sino al mare grazie a un successivo intervento.

È stato, infine, deciso di proteggere la pista ciclabile di Viale Regina Margherita mediante l’apposizione di un cordolo che renderà impossibile invadere la pista da parte delle automobili e quindi impedirà anche la diffusa e incivile pratica della ‘doppia fila’, che verrà realizzato all’inizio dell’anno.

La realizzazione delle nuove piste ciclabili ha un impatto minimo, pressoché nullo, sui posti auto esistenti, fermo restando l’auspicio che sempre più persone lascino a casa l’auto e usino le gambe, con o senza pedali, per gli spostamenti brevi o medio-lunghi.

La strategia urbana che muove queste scelte è quella di una nuova concezione della mobilità, ove al traffico delle automobili private – rumorose, inquinanti e ingombranti – si sostituisca sempre più lo spostarsi dolce e pulito in bicicletta e a piedi, o utilizzando i mezzi di trasporto collettivo, su ferro o gomma, resi a loro volta più efficienti, puliti e competitivi. Solo così si mette al primo posto la salute delle persone risolvendo in modo strutturale il problema dell’inquinamento della città”.

 

Schemi progettuali


Primo incontro pubblico degli stakeholders per il PGTU

Primo incontro pubblico degli stakeholders per il PGTU

Primo incontro pubblico per la fase partecipata del processo di redazione del Piano Generale del Traffico Urbano. Ecco la nota inviata dallAssessore al governo del territorio e alla mobilità, Stefano Civitarese, ai potenziali stakeholders e partecipanti al processo. L’incontro è ovviamente aperto anche a quelle rappresentanze non raggiunte dalle lettere di invito diretto.

“Il Comune di Pescara ha avviato un piano di partecipazione pubblica per l’aggiornamento del Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU). Lo scopo è governare i problemi della mobilità urbana mediante un processo decisionale trasparente e democratico, che favorisca una selezione di strategie e priorità di intervento condivise ed efficaci per il perseguimento di una mobilità sostenibile. Ti chiediamo a tal fine di contribuire, in qualità di “stakeholder”, al processo decisionale, partecipando ad un dialogo strutturato  teso a condividere obiettivi generali, obiettivi specifici e strategie di intervento del Piano. L’impegno richiesto è la partecipazione ad un tavolo tecnico che si riunirà almeno due volte e ad un’indagine di valutazione. Desidero sottolineare l’importanza del piano di partecipazione pubblica per il nostro territorio e l’opportunità che viene offerta di sperimentare una metodologia innovativa, in grado di coinvolgere direttamente le forze locali per affrontare i rilevanti problemi della mobilità urbana. Il primo incontro è fissato per il giorno 12 dicembre 2017, alle ore 15:00,  nella Sala Giunta del Palazzo di Città.
Certo, della tua presenza e proficua collaborazione l’occasione è gradita per inviare cordiali saluti.”

Piano Generale del Traffico Urbano: la giuria dei cittadini

Piano Generale del Traffico Urbano: la giuria dei cittadini

Vuoi diventare componente la giuria dei cittadini per l’aggiornamento del Piano Generale del traffico urbano (PGTU) di Pescara? Se ti interessa puoi partecipare alla selezione inviando la tua candidatura. Ecco come fare.

Perchè partecipare

La redazione del PGTU prevede un programma di partecipazione pubblica che l’Amministrazione comunale intende fortemente sostenere al fine di coinvolgere il maggior numero di cittadini interessati al miglioramento del traffico cittadino e in generale delle condizioni di vivibilità e benessere del territorio comunale. La fase di consultazione non prevede la discussione dei dettagli del progetto, quanto la definizione e la valutazione delle modalità di perseguimento di obiettivi della politica dei trasporti urbani, in accordo con le preferenze collettive rilevate, ferma restando la responsabilità decisionale
degli organi istituzionali del comune.

La composizione

La Giuria dei Cittadini sarà composta da cittadini estratti a sorte tra quelli che, in risposta all’avviso, manifesteranno il loro interesse a farne parte. L’estrazione casuale dovrà garantire una adeguata rappresentazione delle diverse caratteristiche della popolazione di Pescara, in base alle seguenti specifiche:

  • sesso: 6 uomini, 6 donne;
  • età: 3 tra 14-29 anni, 6 tra 30-64 anni, 3 oltre 65 anni;
  • condizione lavorativa: 3 studenti, 3 pensionati, 2 casalinghe, 1 professionisti, dirigenti,
    imprenditori, 1 commercianti/artigiani, 2 impiegati/operai, precari.

Le attività

I componenti la giuria saranno invitati a partecipare ad almeno due riunioni:

  • nella prima sarà discussa la versione finale dello schema di piano del traffico;
  • nella seconda sarà discussa la priorità delle strategie di intervento.

La partecipazione alla giuria  non prevede alcuna forma di compenso né di rimborso spese.

Come partecipare

Tutti i cittadini interessati devono presentare apposita domanda mediante la compilazione della
scheda che segue da trasmette in una delle seguenti modalità:

  • deposito al protocollo generale del Comune di Pescara;
  • invio di una mail al seguente indirizzo: pardi.piergiorgio@comune.pescara.it.

La domanda dovrà essere depositata o inviata entro e non oltre il giorno 20 novembre 2017.

Scarica: Domanda Giuria Cittadin(doc) – Domanda Giuria Cittadini (pdf)

Leggi: l’avviso pubblico

Nuovo testo della Norme Tecniche di Attuazione del PRG

Nuovo testo della Norme Tecniche di Attuazione del PRG

Martedì 24 Ottobre il Consiglio Comunale ha adottato con delibera di C.C. n. 158 del 24.10.2017 la variante normativa sulla “rigenerazione urbana”, vale a dire il nuovo testo della Norme tecniche di attuazione del PRG.
“Mi preme esprimere piena soddisfazione per aver portato a termine un lavoro avviato diversi anni or sono – chiarisce l’assessore al Governo del Territorio e Politiche Urbane Stefano Civitarese Matteucci –  con l’obiettivo di snellire e semplificare il testo delle norme del PRG  secondo l’indirizzo contenuto in una delibera del consiglio comunale nel 2011, a seguito degli Indirizzi strategici per il governo del territorio ‘Pescara Città della Conoscenza e del Benessere’, approvato dal Consiglio lo scorso febbraio, è divenuto un tassello di una più ampia politica tesa alla rigenerazione urbana. Le nuove norme favoriscono la verticalizzazione del centro città e con il recupero degli spazi pubblici in vista di una migliore qualità urbana e una conseguente migliore vivibilità. La strategia perseguita può essere sintetizzata in quattro motivi conduttori, su cui abbiamo lavorato condividendo il percorso con tutti i soggetti interessati. Il primo è una reale semplificazione: non occorrerà più effettuare complesse e discutibili operazioni volte a distinguere le parti di un edificio che ‘fanno volume’ da quelle che invece pur occupando spazio non contano come ‘volumi’ (per esempio androni, vani scala, locali tecnici, sottotetti). Si guarderà solo alla sagoma dell’edificio secondo lo spazio che effettivamente esso occupa, restituendo libertà alle forme architettoniche. Questo senza pregiudizi per alcuno, poiché l’indice di edificabilità è stato adeguato per tenere conto di quanto effettivamente oggi si può costruire con il cervellotico sistema in auge. Il secondo motivo riguarda il “favor” per la rigenerazione, inteso come premialità per chi si fa promotore di interventi rigenerazione urbana, vale a dire demolizione e ricostruzione di edifici degradati o inadeguati a condizione che essi siano ricostruiti con i massimi standard di sicurezza e classe energetica.  Terzo punto è il recepimento nelle NTA del piano strategico Pescara città della conoscenza e del benessere con le aree strategiche prioritarie e i grandi sistemi di interconnessione. Il quarto punto è lo sviluppo sostenibile: parliamo di zone per parchi pubblici, impianti sportivi e di verde. C’è stato un lavoro di concerto con tutto il Consiglio e a fronte di un lungo lavoro preparatorio, condotto anche grazie all’encomiabile impegno degli uffici, in pochissimi tempo siamo giunti all’adozione di questa variante con due sole sedute consiliari. Ringrazio sinceramente tutte le opposizioni che hanno mostrato senso di responsabilità e volontà di confronto costruttivo nel merito delle questioni. A questo punto, dopo la pubblicazione, ci sarà la raccolta delle osservazioni dei cittadini che potranno essere lo spunto per modifiche migliorative del testo adottato e l’approvazione in consiglio per l’entrata in vigore delle nuove NTA. A proposito di politiche urbane, anche la nostra proposta di recepimento del cosiddetto decreto sviluppo, di cui cominceremo a parlare domani in Consiglio, si fonda sulla stessa logica di rigenerazione della città”.

“Questa approvazione pone un tassello che si inserisce di una programmazione più generale che stiamo dando al nostro territorio con una prospettiva di medio lungo termine in vista di Pescara 2027 – aggiunge il presidente della Commissione Gestione del Territorio Ivano Martelli – I tempi sono stati brevi, ma grazie anche al lavoro di ampia condivisione con categorie, gli ordini, le associazioni ambientaliste e decine di Commissioni che si sono avute su questo argomento. Il testo che è uscito dagli uffici ed è arrivato in Commissione è un testo già largamente condiviso con tutti i portatori di interesse, questo ha reso possibile l’approvazione in poche ore. Un traguardo atteso: l’ultima revisione è stata nel 2007 ad opera di un governo di centrosnistra, oggi il traguardo arriva dall’Amministrazione Alessandrini e l’adozione è frutto di un lavoro che è stato approfondito con l’assessore Civitarese Matteucci e varato in un documento che è di certo innovativo rispetto alle NTA di altre città. Grazie a queste per un verso recuperiamo identità che appartengono alla storia urbanistica della città per altro verso guardiamo al futuro di una città moderna e attrattiva che si candida a essere la metropoli del Medio Adriatico”.

Qui il documento di sintesi: Sintesi nuove NTA e testo della NTA adottate

 

Ecco il calendario degli incontri pubblici

Ecco il calendario degli incontri pubblici

INCONTRI PUBBLICI sui progetti strategici nell’ambito degli Stati generali sulla mobilità urbana settembre/ottobre 2017 – Gli eventi si svolgeranno dalle ore 16.00 e prevedono una illustrazione iniziale e interventi liberi del pubblico

Sabato 23 settembre

  • Aurum – Sala Flaiano
  • Il nuovo polo sportivo della Città e il nodo intermodale della “Porta Sud”

Mercoledì 4 ottobre

  • Sala conferenze RFI – Binario 1
  • Il Parco Centrale: riqualificazione delle aree di risulta della ex stazione centrale

Mercoledì 11 ottobre

  • Università – Aula 32
  • Il polo della cultura e della conoscenza: verso il ‘city campus’

Mercoledì 18 ottobre

  • Mediamuseum – Sala Flaiano
  • Il Ponte Flaiano e la mobilità nuova

Mercoledì 25 ottobre

  • Auditorium Castellammare – Piazza Duca
  • Il piano urbano della mobilità sostenibile verso Pescara 2027
Anteprima di Urbanpromo: illustrato il Parco Centrale

Anteprima di Urbanpromo: illustrato il Parco Centrale

Il  Parco Centrale illustrato ieri a Venezia all’anteprima di Urbanpromo, evento di punta della Triennale di Milano. Il sindaco: “Aree di risulta caso di studio di rigenerazione attraverso il verde” – Il progetto del parco centrale della città è stato presentato ieri a Venezia all’interno di “Urbanpromo Green”, manifestazione culturale, tra ricerca scientifica, professioni tecniche, amministrazione pubblica, mondo delle imprese e innovazione, in corso a Palazzo Badoer, sede del Dottorato dell’Università IUAV di Venezia. Un evento a cura dell’INU, Istituto di Urbanistica Italiana e Iuav, che anticipa “Urbanpromo”, l’annuale rassegna di urbanistica a cura di INU e URBIT, braccio operativo diretto dal professor Stefano Stanghellini che si tiene a Milano nell’ambito della Triennale. Il progetto per la riqualificazione delle aree di risulta è stato ospite come caso di studio nella sezione “Demolire per far spazio al verde”, insieme a progetti provenienti da altre città fra cui Prato, Trento, Rovereto. Il progetto del parco centrale è stato introdotto alla platea dal sindaco Marco Alessandrini, poi sono entrati nel merito il presidente della Commissione Consiliare Gestione del Territorio Ivano Martelli e il dirigente del Settore Lavori Pubblici e Verde del Comune Giuliano Rossi che hanno illustrato progetto e procedure.

Si tratta di un appuntamento prestigioso e di sostanza che ci ha dato l’opportunità di parlare dell’esperienza in corso a Pescara in uno dei contenitori più qualificati a livello nazionale – dice il sindaco Marco Alessandrini – Il progetto del Parco Centrale è stato illustrato e presentato come percorso verde di riqualificazione, per la finalità sostenibile che incarna nel restituire vita e fruibilità a uno dei vuoti urbani rimasti tali per troppi decenni. Siamo stati collocati nel seminario come un caso di studio, la sessione era infatti dedicata proprio a progetti che hanno come tema centrale il verde e la riqualificazione cittadina attraverso la progettazione sostenibile. E’ stato emozionante parlare in modo concreto di una delle progettazioni strategiche che ci premono di più, perché la rivitalizzazione della zona è attesa, ma anche necessaria a segnare il passo di una nuova crescita che la città merita e che noi abbiamo avviato e vogliamo portare decisamente avanti. Vogliamo arrivare in tempi sostenibili al bando, perché non sia un progetto destinato a restare inattuato, come accade ormai da quasi trent’anni, ma contribuisca davvero alla riqualificazione di cui si parla e aiuti a farla concretamente decollare. Saremo anche all’appuntamento madre di Milano per confrontarci con altre realtà come abbiamo fatto oggi a Venezia, sicuri che non perdere altro tempo e riqualificare attraverso le migliori pratiche e la sostenibilità sia la maniera migliore di arrivare alla Pescara di domani, che non può più essere quella che per decidere perde decenni, ma quella che sceglie e attua una riqualificazione a servizio della comunità e senza più spreco di risorse”.

Cosa prevede realmente il progetto del Parco Centrale

Cosa prevede realmente il progetto del Parco Centrale

L’ntervento dell’Assessore Civitarese relativo al progetto di riqualificazione delle “aree di risulta”

“Nonostante le migliori intenzioni di mantenere aperto un dialogo con tutte le forze che dovrebbero avere a cuore le sorti della nostra città in una partita così importante come quella della riqualificazione delle aree di risulta della stazione di Pescara, è difficile non farsi cadere le braccia dinanzi a un tale insieme di mistificazioni, affermazioni apodittiche, errori e inutili messaggi muscolari come quelli illustrati in una conferenza stampa da Forza Italia lo scorso 1 settembre.

Si tratta di un modo di concepire la politica che non riesco a comprendere, da qualunque parte esso venga. Continuo a sperare che nelle sedi del dibattito pubblico e in quelle istituzionali ove il progetto dovrà essere esaminato si possa tornare a un confronto costruttivo per il bene della comunità.

Vediamo di ristabilire la verità fattuale punto per punto:

  • Si dice che si cerca di eludere la V.I.A. Affermazione bizzarra, dal momento che l’osservazione di Forza Italia si inserisce proprio nel procedimento di verifica di assoggettabilità a V.I.A. che la legge richiede per i progetti di trasformazione di aree superiori ai 10 ettari! L’amministrazione comunale ha inteso fornire al comitato regionale uno studio e un insieme di analisi che approfondiscono tutti gli aspetti ambientali (sintetizzati nella tabella allegata). Da questi si evince che l’opera non solo non determina effetti significativi sull’ambiente, ma anzi la realizzazione del progetto del Parco Centrale, con interramento delle funzioni infrastrutturali e restituzione dei 7 ettari centrali alla funzione di verde pubblico, determina un effetto positivo e costituisce di fatto una vera e propria bonifica del sito. Per di più, è in corso di svolgimento la valutazione ambientale strategica (VAS) che si concluderà nel mese di ottobre e che ancor meglio integra gli aspetti ambientali con quelli urbanistici e territoriali.
  • Non si comprende il riferimento alla ‘mancanza del planovolumetrico’ che per i progetti di fattibilità tecnico-economica, quale quello in questione, non è richiesto dalla legge. Così come non si capisce da dove venga la richiesta di uno ‘studio di compatibilità idraulica’ (sic) quando la Relazione tecnico-specialistica del progetto ha chiaramente verificato che siamo in area non interessata da previsioni di tutela idraulica. Sono stati, invece, accuratamente studiati gli aspetti di qualità delle acque di falda e superficiali e dei suoli e sono stati anche previsti nel quadro economico dell’intervento ben 3 milioni di euro per la bonifica del sito;
  • È stato operato uno studio accurato della nuova viabilità urbana di quartiere sia relativamente a via Ferrari (a sua volta oggetto di specifiche previsioni di riqualificazione nelle NTA di prossima adozione) sia sull’asse di via Pavone (con interramento di fronte alla stazione per consentire un attraversamento pedonale diretto verso la piazza lineare di nuova realizzazione e tutto il centro commerciale naturale) e di potenziamento della mobilità alternativa alle auto (trasporto pubblico di massa e percorsi ciclo-pedonali) in diretto collegamento con il Ponte Flaiano. Il trasporto di massa/filovia non avviene peraltro all’interno del parco, ma in coerenza con quanto deliberato dal consiglio comunale degli indirizzi strategici sul governo del territorio (i consiglieri comunali di opposizione dovrebbero ricordarlo), attraversa l’asse centrale della città, prevedendo all’interno del parco centrale il solo passaggio della porzione di corridoio verde utilizzata da bici e pedoni.
  • Si fa davvero fatica a immaginare dove possa essere nata l’idea che i 400 posti auto interrati di fronte a corso Umberto siano destinati ai privati. In base a questa congettura si osserva che vi sarebbe una drastica riduzione dei parcheggi a pagamento, da 250 a 1.500, quando nel progetto si prevede chiaramente che i parcheggi – tutti pubblici – saranno 400 nell’interrato, 700 e 900 nei due silos multipiano a nord e a sud, per un totale dunque di circa 2.000 posti auto, pari a quelli attuali (che non sono 2.250 ma ca. 2100).
  • Si parla di un generico “edificato commerciale”. Nel progetto è prevista la possibilità di realizzare un massimo di 7.000 mq destinati per circa una metà a funzioni commerciali e di servizio e per l’altra metà a usi residenziali:
    1. massimo 2.640 mq di uffici/commerciale/servizi realizzabili negli edifici e/o nei silos parcheggi nord e sud;
    2. massimo 1.000 mq di commerciale/di servizio al verde da realizzarsi nel “Bosco Urbano”.
    3. massimo 3.360 mq di residenziale realizzabile nei due edifici di “bordo” nord e sud posizionati alle due estremità dell’area, oltre il Parco Centrale propriamente detto.

Come si vede, si tratta di contenute superfici commerciali e per servizi perfettamente integrabili e complementari al centro commerciale naturale e per una quota di 1.000 mq da realizzarsi nel bosco urbano (piccoli manufatti e aree pertinenziali a servizio delle attività ricreative del nuovo Parco urbano, organizzabili con tipologie diffuse a padiglione) proprio per rendere più fruibile e più sicuro il parco.

  • Quanto a quest’ultimo aspetto, il parco non sarà un “bosco di 8 ettari … ricettacolo di tossicodipendenti e microcriminalità”, perché il “Parco Centrale” si estenderà invece su di una superficie minima di 6,7 ettari pari al 51% dell’ambito d’intervento e sarà costituito da:
    1. il “Bosco urbano” di estensione minima pari a 5 ettari, dei quali massimo 2 ettari potranno essere destinati a “parco attrattivo a vocazione culturale/naturalistica“;
    2. il “Campo” di estensione pari a 0,9 ettari (sede eventualmente in futuro dell’edificio culturale/teatro);
    3. lo “Spazio Pubblico Lineare”, vale a dire la ‘grande piazza’ che collega l’ingresso della stazione direttamente con corso V. Emanuele/Umberto.

Si tratterà quindi di un parco composito e attraente, le cui funzioni e caratteristiche verranno ulteriormente precisate nel capitolato prestazionale che stiamo mettendo a punto e che terrà conto anche delle indicazioni che il dibattito pubblico di questi mesi saprà produrre se, invece di giocare allo sfascio, ci si confronterà sui contenuti a partire da elementi obiettivi.

Si sente, infine, di confusi riferimenti alla ‘privatizzazione’ di queste aree. Qui, lasciando da parte la singolare demonizzazione dell’attività di impresa, basti considerare che si sta facendo ricorso a una forma di lavoro pubblico prevista e disciplinata dalla legge italiana e da quella dell’Unione Europea che consente che investimenti privati (anche con il concorso non maggioritario di risorse pubbliche) possano essere finalizzati alla realizzazione di importanti opere pubbliche quando queste almeno in parte siano fruibili a tariffa. Il caso dei parcheggi è esemplare e comune. Nel nostro caso è proprio la gestione dei parcheggi (per un periodo di 20 anni), cui si aggiunge il finanziamento del Masterplan, oltre allo sfruttamento delle limitate superfici edificatorie sopra ricordate, che consente di consegnare finalmente alla città il Parco Centrale che merita.
________________________________________________________________
L’intervista all’Assessore Stefano Civitarese raccolta da Rete8.

PGTU: ora la fase della consultazione pubblica

PGTU: ora la fase della consultazione pubblica

Terminata la fase di rilievo dei flussi di traffico eseguiti all’interno del progetto di redazione del Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU), si procede ora all’avvio dell’attività di consultazione pubblica (piano di partecipazione). Si inizierà con una analisi preliminare dello stato della mobilità, partendo da uno schema di piano “versione zero”, costruito con il supporto di interviste a testimoni privilegiati. Mediante un successivo dialogo strutturato con gli stakeholder, poi validato in un “consensus meeting” con la giuria dei cittadini, con l’ausilio di una indagine demoscopica, prenderà corpo una seconda versione del Piano. Il tutto avverrà secondo un cronoprogramma (diagramma di Gantt) che dovrà consentire la definizione del PGTU nel primo quadrimestre del 2018. Il risultato finale consisterà in una graduatoria di obiettivi utili alla redazione del piano. La fase di consultazione non prevede la discussione dei dettagli di progetto, quanto la definizione e la valutazione delle modalità di perseguimento di obiettivi della politica dei trasporti urbani, in accordo con le preferenze collettive rilevate, ferma restando la responsabilità decisionale degli organi istituzionali del comune. Nelle fasi successive del PUT, dei piani di dettaglio e dei piani esecutivi, sarà possibile coinvolgere i cittadini alla scala di quartiere sui singoli elementi che compongono le misure. E’ importante sottolineare come questo processo si affianchi alla progressiva costruzione e discussione del PUMS, il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, rispetto al quale un momento centrale di confronto si avrà nell’ambito degli Stati Generali della Mobilità Urbana che si terranno nell’arco dei mesi di settembre e ottobre.