Aree Fluviali

Aree Fluviali

Ambito di intervento progetto strategico aree fluviali
Il progetto di riqualificazione delle aree fluviali comprende al suo interno ampi ambiti destinati dalla pianificazione vigente a differenti zone di piano, caratterizzate da diverse modalità di intervento: le aree del Piano Particolareggiato PP2 (che comprende le aree dell’ “ex Cofa”, quelle degli ex depositi di carburante e di prodotti alimentari collocate tra via Magellano e la viabilità di lungofiume via Andrea Doria, le aree golenali poste a nord e sud del fiume comprese tra la foce ed il ponte Risorgimento), le aree del Piano Particolareggiato PP4 (che comprende le aree golenali poste a nord e a sud del fiume comprese tra il ponte Risorgimento e il Confine Comunale con S. Giovanni Teatino), le aree di competenza del Consorzio per lo Sviluppo Industriale dell’area Chieti-Pescara (comprese tra la via Tiburtina, il rilevato dell’asse attrezzato e della circonvallazione e l’edificato del quartiere Madonna del Fuoco).
Il progetto di trasformazione previsto è centrato sull’asta fluviale nella sua interezza da dove penetra in città fino alla foce in mare, superando le attuali previsioni parcellizzate. Esso contempla azioni e misure diversificate che terranno conto sia dei caratteri del contesto, sia del sistema delle tutele, sia delle destinazioni e modalità attuative previste dal piano regolatore vigente.

Aree EX COFA e depositi carburanti e prodotti alimentari
Le aree localizzate in prossimità del porto di Pescara erano in passato destinate alla produzione e allo stoccaggio dei prodotti agroalimentari e di carburanti.
Dette aree, in parte di proprietà pubblica e in parte private, risultavano occupate da imponenti capannoni e cisterne di deposito di oli e petroli. Una buona parte di questi manufatti, indispensabili per l’antico uso produttivo delle aree, sono stati ormai rimossi o demoliti, altri permangono in condizioni di forte degrado e abbandono. Gli edifici ancora esistenti sono utilizzati quale ricovero da parte di persone senza fissa dimora.
Le proprietà private, un tempo destinate a deposito di carburante, necessitano di interventi di bonifica dei suoli, le aree dell’ex mercato ortofrutticolo (ex COFA), di proprietà regionale, sono state interessate da interventi di demolizione dei manufatti esistenti. In attesa di un progetto complessivo, vengono oggi utilizzate per usi ricreativi: concerti, luna park, ecc.
Il tessuto edilizio adiacente a dette aree è caratterizzato dalla presenza di quartieri popolari abitati da pescatori. Nonostante la prossimità al lungomare, la zona si caratterizza per un forte degrado complessivo.
Il PRG vigente comprende dette zone all’interno di due diversi sub-ambiti di un ampio piano particolareggiato, denominato PP2, di iniziativa pubblica.
Coerentemente con le scelte assunte con il piano regolatore generale, l’intero sistema deve assolvere a funzioni di carattere territoriale, relegando le quote residenziali alla riqualificazione dei suddetti quartieri popolari e alla riqualificazione delle aree fortemente degradate poste lungo via A. Doria, ove peraltro occorre considerare l’incidenza del piano di bacino stralcio di difesa dalle alluvioni in corso di approvazione.

Golene fluviali
L’ambito fluviale si sviluppa lungo le sponde est ed ovest del fiume Pescara. Dette aree, che si affacciano lungo il tratto terminale del fiume per una lunghezza di oltre sette chilometri, sono state utilizzate nel corso degli anni per diverse attività.
Le differenti porzioni golenali collocate a nord e sud del fiume, sono oggi destinate a usi molteplici.
La zona del porto canale, situata in prossimità della foce del fiume, è utilizzata per l’attracco di pescherecci e le aree adiacenti al fiume sono funzionali alle attività dei pescatori.
Risalendo il fiume si rileva che le sponde sono utilizzate per l’attracco di piccole barche
Dal duemila a oggi i tratti di sponda compresi tra il ponte Risorgimento e il ponte della Libertà sono stati oggetto di realizzazione di numerosi moli, utilizzati per l’attracco di piccole barche, che hanno progressivamente sostituito le sponde naturali del fiume. Le aree golenali comprese in questo tratto, sono occupate a nord da edifici e depositi per lo più destinati ad attività produttive. La golena sud, delimitata dal rilevato dell’asse attrezzato, appare meno compromessa sotto il profilo edilizio, in gran parte inedificata, è stata utilizzata per attività ricreative, rimessaggio a secco di barche e natanti e per usi agricoli.

Risalendo ancora il fiume, il tratto di golena sud collocata tra il Ponte della Libertà e il ponte dell’asse attrezzato è stato significativamente trasformato dalle attività produttive svolte lungo gli argini fluviali dal cementificio. In tale ambito è collocato anche l’edificio della “Città della Musica”, ultimato ma ancora non aperto alle attività, realizzato dal Comune di Pescara quale presidio culturale destinato a costituire il volano per la riqualificazione ludica e culturale del parco fluviale.
Il tratto terminale dell’ambito fluviale di competenza del Comune di Pescara si configura come lembo sottile e poco antropizzato compreso tra le sponde fluviali e gli insediamenti produttivi.
Si evidenzia la presenza di una pista ciclabile che corre lungo entrambe le sponde (a esclusione del tratto terminale della golena sud in prossimità della foce del fiume) che permette la fruizione dell’intero ambito fluviale

Per quanto attiene all’assetto proprietario i tratti di golena compresi tra la foce e il Ponte Risorgimento sono di proprietà demaniale. Le aree poste a ovest del ponte Risorgimento risultano di proprietà privata a esclusione di piccole porzioni e dei percorsi ciclabili esistenti. Il PRG vigente comprende dette aree in differenti ambiti di intervento: le golene poste tra il ponte Risorgimento e la foce del fiume Pescara sono incluse all’interno di due sub-ambiti del Piano Particolareggiato denominato PP2 , le aree poste a ovest del Ponte Risorgimento sono comprese nel Piano Particolareggiato denominato PP4 relativo all’ambito fluviale. Il nuovo assetto proposto per le aree golenali è finalizzato alla restituzione agli abitanti del più importante contenitore di naturalità presente in ambito urbano attraverso la ricostruzione del rapporto tra città e fiume, attualmente inesistente.

I contesti di riferimento del progetto di riqualificazione delle aree fluviali

Il progetto terrà conto delle diverse caratteristiche degli ambiti che costituiscono il lungofiume, garantire la fruibilità delle golene attraverso la realizzazione di percorsi pedonali e ciclabili in prossimità delle sponde, prevedere l’insediamento di funzioni legate al turismo, al tempo libero, allo sport ed all’agricoltura prevedendo la possibilità di eventuali strutture removibili e/o galleggianti, a servizio delle attività, compatibili con le previsioni del PSDA.

Gli schemi che seguono indicano i diversi approcci utilizzabili per la riqualificazione del lungofiume.

Ipotesi 1 – realizzazione piccole strutture removibili (in arancione nell’immagine) a servizio delle attività insediabili
Ipotesi 2 – realizzazione piccole strutture galleggianti (in arancione nell’immagine) a servizio delle attività insediabili

Per quanto attiene agli ambiti golenali compresi tra il ponte Risorgimento e la foce del fiume Pescara, si evidenzia che nella programmazione ANAS è previsto il completamento dell’asse attrezzato fino al porto con un finanziamento di circa 15 Milioni di euro.
La realizzazione di tale opera deve costituire un elemento cardine del nuovo progetto di riqualificazione dell’ambito fluviale. Si ritiene, infatti, che il completamento dell’asse attrezzato possa costituire l’occasione per la riqualificazione delle aree golenali del lungofiume sud attraverso la realizzazione di una strada di accesso diretto al porto dall’asse attrezzato che correrà a raso congiuntamente alla viabilità urbana locale, la realizzazione di un sistema di trasporto pubblico di collegamento stazione-porto-aeroporto, percorsi carrabili e pedonali e aree verdi lungo le sponde fluviali.

Il collegamento dell’asse attrezzato con il Porto di Pescara considera, per risolverli, i principali elementi problematici che si presentano nel suo percorso.
La “filosofia” che sta alla base della proposta si fonda su tre elementi:

  1. il collegamento non è basato sulla velocità ma su una lenta e sicura scorrevolezza del traffico;
  2. il collegamento è compatibile con la struttura urbana esistente e con le sue esigenze future;
  3. il collegamento migliora la situazione attuale dal punto di vista della mobilità (compresa quella pedonale e ciclabile) e non la peggiora dal punto di vista ambientale.

Innanzitutto è opportuno legare il collegamento stesso alla viabilità urbana esistente dell’intera zona, senza condizionarla o restringerla ma, al contrario, riorganizzandola funzionalmente e spazialmente più di quanto non sia allo stato attuale.

La riorganizzazione funzionale della viabilità avverrà, principalmente attraverso le tre rotatorie previste – la prima si basa sull’ampliamento di quella esistente di Piazza della Marina, la seconda sarà realizzata ex novo in corrispondenza di Via Bardet, la terza è quella esistente a ridosso del Ponte del Mare in corrispondenza del Lungomare C. Colombo.
Le suddette rotatorie accoglieranno e distribuiranno il traffico proveniente dalle varie e diverse direzioni, verso tutte le destinazioni possibili, secondo le necessità degli utenti.
Un secondo importante elemento è quello di realizzare il collegamento viario attraverso due sole corsie, una per direzione di marcia.
Le due corsie saranno realizzate a cavallo del basso muro che sostiene l’attuale recinzione (di cui si prevede la demolizione) lungo Via A. Doria.
Questa soluzione permetterà non solo di semplificare le connessioni viarie tra il collegamento in parola e il resto della viabilità urbana, come si evince dall’immagine che segue, ma anche di guadagnare alla viabilità ciclo pedonale, al decoro urbano e al verde, una larga fascia stradale dell’attuale Via A. Doria. Una fascia che si allarga progressivamente man mano che si avvicina alla rotonda del Ponte del Mare. Un ultimo elemento, ma non per importanza, è il fatto che l’attuale banchina del porto canale verrà in gran parte salvaguardata. Ciò permetterà, non solo di tutelare al massimo le attività portuali e pescherecce, ma anche di ipotizzare una ulteriore passeggiata ciclo pedonale lungo il fiume, ai margini della corsia di uscita dal porto della strada in progetto.

Studi preliminari progetto prolungamento asse attrezzato

Aree ex ASI

L’area produttiva delimitata del rilevato dell’asse attrezzato e della circonvallazione, dalla strada Tiburtina e dal tessuto edilizio residenziale del quartiere Madonna del Fuoco, si configura come luogo della produzione.
Un tempo occupata da numerose attività produttive, si presenta oggi quale ampio comparto produttivo abbandonato caratterizzato dalla presenza di numerosi manufatti industriali inutilizzati e degradati.
L’edificio dell’ex cementificio, ormai dismesso, spicca tra questi per la sua imponenza e per la prossimità rispetto all’asse attrezzato.

La presenza del depuratore costituisce un grave detrattore per la zona a causa del fastidioso inquinamento olfattivo che genera l’imponente attrezzatura urbana.
Si ritiene che la competenza urbanistica di tale ambito sia del Comune di Pescara in osservanza delle direttive contenute nel Piano territoriale di coordinamento provinciale, essendo da tempo esauritasi, per effetto dell’art. 87 LR n. 18/1983, la funzione di pianificazione di coordinamento del Consorzio per lo Sviluppo industriale dell’area Chieti Pescara.
In ogni caso è già in itinere la richiesta di uscita dal consorzio. Per tale ambito dovrà essere prevista una riconversione dell’esistente e la possibilità di insediare nuove funzioni finalizzate alla realizzazione di una zona di filtro e di mediazione tra il contesto naturalistico dell’ ambito fluviale ed il contesto edificato della città.
Le destinazioni d’uso previste nel progetto dovranno tenere conto dei vincoli derivanti dalla presenza dell’aeroporto ipotizzando funzioni che si caratterizzano per un basso carico antropico.