L’inquinamento atmosferico e la mobilità sostenibile: ecco i fatti

L’inquinamento atmosferico e la mobilità sostenibile: ecco i fatti

L’inquinamento atmosferico e la mobilità sostenibile. I fatti come stanno e la priorità della persona umana e della sua salute.
Tra la fine dell’anno appena chiuso e l’inizio di quello che si è appena aperto è tornato drammaticamente in primo piano il problema dell’inquinamento dell’aria nella nostra Città. Quali sono le cause dell’inquinamento atmosferico? Sono tante, ma non vi sono dubbi che all’interno delle città la causa principale sia il traffico veicolare. A esso, come si legge per esempio sul sito InformAmbiente della Città di Torino, è imputata la principale quota di emissioni di sostanze inquinanti e, oltre alla qualità dell’aria, ha forti impatti sull’occupazione del territorio, sul consumo di combustibili con relativa emissione di CO2 e sull’inquinamento acustico. Ed è questo il fattore fondamentale su cui agire secondo tutte le direttive e i rapporti delle istituzioni competenti nonché la direzione che tutte le principali città europee stanno prendendo o hanno intrapreso da anni.

Secondo l’Inventario Regionale delle Emissioni in Atmosfera (IREA), per la Città di Torino la causa principale della componente primaria del particolato è il trasporto su strada, responsabile per circa l’82% della presenza di tale inquinante

Ecco cosa ha risposto Alberto González Ortiz, esperto in qualità dell’aria dell’Agenzia Europea per l’Ambiente a questa domanda:  Quali sono gli effetti dei trasporti stradali sull’inquinamento atmosferico nelle città? 

I trasporti stradali sono la maggiore fonte di emissione di biossido di azoto (NO2) che oltre ad essere uno dei principali inquinanti dannosi per la salute è un precursore dell’ozono e del particolato che si possono formare nell’aria. I trasporti sono anche una fonte importante di particolato primario, prodotto non soltanto dai processi di combustione ma anche dall’usura di pneumatici e freni; infine, e non si tratta certo dell’ultimo dei problemi, sono una fonte molto rilevante di emissioni di gas serra.

I trasporti su strada occupano anche una parte consistente degli spazi pubblici, ad esempio a causa del traffico congestionato. Per di più, causano rumore. Si tratta quindi di un problema che si sviluppa su più piani.

Chiaramente non si vuole mettere in discussione l’importanza dei trasporti e della mobilità nella nostra vita quotidiana, ma rendere più sostenibili i nostri spostamenti. In tutta Europa, vediamo che molte città si stanno già muovendo per cercare di istituire sistemi di mobilità più sostenibili. Le misure come i pedaggi urbani (tasse sulla congestione) sono rimedi a breve termine; per migliorare il nostro benessere complessivo dobbiamo pensare di trasformare in profondità il nostro sistema dei trasporti con soluzioni innovative e più a lungo termine.

Leggi qui l’intera intervista.

Gli strumenti che l’amministrazione comunale ha messo in campo durante il 2017 mirano esattamente a “trasformare in profondità il nostro sistema dei trasporti con soluzioni innovative e più a lungo termine”. Il 2018 sarà l’anno della svolta quanto all’attuazione

Il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile punta a sei obiettivi: aumentare gli spostamenti urbani effettuati in bici; aumentare la velocità commerciale media del trasporto pubblico oggi troppo bassa e scoraggiante per i fruitori; estendere la rete di piste ciclabili sul territorio urbano; tenere sotto controllo i valori delle polveri sottili; aumentare l’estensione complessiva delle Zone a traffico limitato; ridurre l’incidentalità sul territorio. A oggi a Pescara entrano circa 117.000 auto. L’obiettivo del piano è quello di portare al 50 per cento tale mobilità che oggi è notevolmente superiore, innalzando al 15% l’utilizzo delle due ruote che ad oggi rappresentano il 2 per cento e al 35 l’utilizzo del trasporto pubblico locale che a oggi si attesta sul 16 per cento.

Bici in rete è il progetto che mira a connettere e congiungere le piste ciclabili esistenti in città. Il piano triennale delle opere pubbliche 2016-2018 ha destinato 250 mila euro all’anno per gli interventi sulla ciclabilità. L’obiettivo prioritario degli interventi è la messa in rete di tutte le piste ciclabili esistenti e di porre le basi di un vero e proprio “BICIPLAN” (una trama viaria della mobilità ciclistica cittadina che non abbia soluzioni di continuità con un proprio sistema identitario) che nei prossimi mesi sarà inserito come elemento qualificante nel nuovo piano traffico ed è uno degli obiettivi del Piano per la Mobilità SostenibileNei prossimi giorni partiranno i lavori per la ciclabile di Viale Muzii, quelli per la realizzazione della “zona 30” in viale Pindaro con il nuovo tracciato su strada e nei prossimi mesi le ciclabili di Viale Pepe, dei “due ponti” (il quadrilatero direzionale) e la protezione della pista esistente di Viale Regina Margherita.

La Strategia di Sviluppo Urbano Sostenibile della Città di Pescara (SUS PESCARA) approvata dalla Giunta Comunale (con delibera n. 416 del 21 giugno 2017) nell’ambito del POR FESR ABRUZZO 2014 – 2020 – Asse VII “SVILUPPO URBANO SOSTENIBILE”  prevede la creazione di un sistema di trasporto rapido di massa (Bus Rapid Transit) nel “cuore” della città con una spesa di 1.3 milioni di euro più altri 1.5 milioni di euro per interventi di sistemazione dei tracciati e la realizzazione di ulteriori piste ciclabili e 3 milioni  di euro per l’acquisto di bus elettrici.

Il Bike sharing a flusso libero: a seguito della pubblicazione di un avviso per manifestazioni di interesse, nelle prossime settimane una società irlandese avvierà con ben 500 biciclette questo innovativo servizio, già in essere in città come Firenze e Milano.

Non va dimenticato il lavoro di Mobility Management che si è avviato con le scuole e con le aziende. In attuazione di una legge dello Stato che ha l’obiettivo di assicurare l’abbattimento dei livelli di inquinamento atmosferico ed acustico, la riduzione dei consumi energetici, l’aumento dei livelli di sicurezza del trasporto e della circolazione stradale, la riduzione al minimo dell’uso individuale dell’automobile privata e il contenimento del traffico, si è favorita, in collaborazione con l’Ufficio scolastico provinciale,  la nomina del mobility manager scolastico in tutte le scuole pescaresi e si sono avviate politiche e pratiche di “pedibus” e “bicibus”.

Gli Stati generali per la mobilità urbana hanno coinvolto migliaia di persone sui temi della mobilità nuova.

In questo contesto di riferimento vanno considerate le misure di emergenza che in certi casi occorre prendere, sempre in considerazione del fine ultimo della protezione della salute umana, per contrastare le fasi più acute di inquinamento dell’aria, che possono comportare blocchi o limitazioni del traffico in determinate giornate o periodi e che qualunque amministrazione ha il dovere di prendere in considerazione a tutela dei propri cittadini.

Dinanzi a questo scenario sorprende che continuino a circolare le seguenti due tesi, prive di base scientifica e di supporto empirico:

  • che l’inquinamento atmosferico nei centri cittadini sarebbe dovuto quasi totalmente alle emissioni per il riscaldamento degli edifici. Si è già mostrato prima come non sia affatto così, sebbene anche il riscaldamento contribuisca all’inquinamento  in particolare per quanto il “particolato primario”. Il “particolato secondario” e molte altre sostanze dannose alla salute umana, come ossidi e biossidi di azoto, sono il frutto assolutamente prevalente del traffico automobilistico. Chi vuole approfondire, può consultare l’ultimo Rapporto 2017 sulla qualità dell’aria in Europa dell’Agenzia Europea per l’Ambiente. Perché le percentuali più alte si riferiscono al periodo invernale è presto spiegato: poiché più alta è la concentrazione di nitrato, che rappresenta la componente principale del secondario e le condizioni meteo climatiche invernali (basse temperature, umidità elevata) contribuiscono all’incremento della concentrazione di tali composti. Inoltre la condizione di stabilità atmosferica e i prolungati periodi invernali caratterizzati da assenza di precipitazioni non favoriscono la dispersione degli inquinanti presenti nell’aria. Del resto la legislazione nazionale punta senza mezzi termini, come si è ricordato sopra, a ridurre al minimo l’uso individuale dell’automobile privata e al contenimento del traffico.
  • che le limitazioni del traffico privato sarebbero dannose per il commercio cittadino. Tutte le esperienze in corso in città italiane ed europee  di ogni dimensione e latitudine (e la stessa Pescara dove ci sono le aree pedonali) mostrano – al contrario – che dove si favoriscono il trasporto pubblico, la mobilità attiva in bicicletta e a piedi, le zone “30” e a traffico limitato, le aree pedonali, il commercio fiorisce e le persone si riappropriano degli spazi pubblici liberati dallo smog, dal rumore e dall’invadenza delle automobili.
  • La cosa che tutti dovremmo sforzarci di comprendere è che invece le politiche di limitazione del traffico automobilistico realizzano, per dirla all’inglese, una tipica situazione win-win: ne traggono beneficio la salute e il benessere delle persone, anzitutto, ma anche l’economia e lo sviluppo e si rende la città più bella e accogliente.

La puntata di Presa diretta dell’8 gennaio (La bicicletta ci salverà), è rivelatrice della posta in gioco e dell’urgenza di provvedere.

 

PUMS: consiglio comunale aperto e partecipato

PUMS: consiglio comunale aperto e partecipato

E’ possibile partecipare con un proprio contributo inviando una mail di richiesta a: presidente.consiglio@comune.pescara.it.

Con Delibera N. 359 dell’1/06/2017 la Giunta comunale ha dato avvio al processo di definizione del Piano Urbano della Mobilità sostenibile. Per la sua definitiva stesura vi sarà un’ampia fase di consultazione pubblica e di confronto, aperta dalla prima presentazione in Consiglio Comunale del documento che si svolgerà martedì 13 giugno dalle ore 16,30. La sessione di lavoro sarà aperta, questo significa che saranno ammessi a intervenire anche i non eletti, rappresentanti dei cittadini e associazioni che vorranno partecipare attivamente alla discussione.
La seduta è aperta – chiarisce il presidente del Consiglio Comunale Francesco Pagnanelli – Ognuno potrà portare il proprio contributo alla discussione, ma per farlo è necessario prenotare il proprio intervento attraverso la mail della Presidenza del Consiglio Comunale al seguente indirizzo: presidente.consiglio@comune.pescara.it.  Sarà possibile prenotarsi fino al giorno stesso, si tratta di una discussione importante perché il PUMS è atteso e fondamentale per la mobilità nel territorio. L’invito è a una partecipazione costruttiva e condivisa, che farà da base alla stessa presentazione di martedì e che accompagnerà il documento fino al suo ritorno in aula per l’approvazione finale”.
“La presentazione in Consiglio Comunale costituisce l’avvio di un cammino che vedrà coinvolti tutti i soggetti competenti in materia di mobilità cittadina – sottolinea l’assessore alla Mobilità Stefano Civitarese Matteucci – E si concluderà con l’approvazione definitiva del Piano proprio in Consiglio Comunale. Si tratta di un percorso importante, perché è la prima volta che il Comune si dota di questo innovativo strumento e sarà il primo tra i comuni abruzzesi a farlo. Le città italiane che hanno già il piano sono in tutto 28. Il PUMS nasce per farsi carico di problemi locali e di questioni globali come il cambiamento climatico e gli obiettivi di efficienza energetica. E’ per sua natura un piano fortemente orientato verso un processo di governance che abbia lo scopo di contemperare le diverse “modalità” della mobilità urbana. Il documento approvato in Giunta comunale costituisce il riferimento strategico di attuazione del Piano che vedrà la sua piena elaborazione con un’ampia fase di consultazione pubblica e di confronto, a cui si darà ampio risalto, sia con incontri pubblici sia attraverso il sito. Abbiamo avviato un percorso che si concluderà in 20 mesi, vogliamo e dobbiamo condividerlo ampiamente con la comunità, con tutti i portatori d’interesse e i primi fruitori”.

PUMS: adottate e presentate le linee guida del piano

 

PUMS: adottate e presentate le linee guida del piano

PUMS: adottate e presentate le linee guida del piano

Verrà presentato durante un Consiglio Comunale aperto il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile elaborato dal Settore Mobilità e Sviluppo del Territorio del Comune di Pescara e approvato dalla Giunta il 1 giugno. È la prima volta che il Comune si dota di questo innovativo strumento, primo tra i comuni abruzzesi. Il PUMS è stato intanto presentato agli organi di informazione durante una conferenza alla presenza del Sindaco, Marco Alessandrini, dell’assessore alla Mobilità Stefano Civitarese Matteucci, del dirigente del Settore Giuliano Rossi, del Mobility Manager dell’Ente Piergiorgio Pardi, del consulente dell’amministrazione professor Roberto Mascarucci, i tecnici comunali di competenza.
Salutiamo il primo passo di una pianificazione importante per il futuro della città – dice il sindaco Marco Alessandrini – saluto con grande soddisfazione il lavoro svolto dall’assessore Civitarese Matteucci, dal settore Mobilità del Comune, dal professor Mascarucci che dà alla nostra città la possibilità di entrare in un circuito sostenibile e vivibile prima fra tutti i Comuni abruzzesi. Ci auguriamo che tale cammino proceda spedito e condiviso, con la collaborazione di tutti i soggetti del territorio e con l’auspicio che aiuti anche a sensibilizzare la cittadinanza ad un uso più consapevole dei mezzi pubblici e delle due ruote”.
“Pescara si dota di uno strumento di pianificazione e di rilancio che è una delle azioni prioritarie delle linee di mandato dell’Amministrazione comunale e che ci consentirà non solo di poter attingere a delle risorse per pianificare, ma anche di proporre una cultura nuova della mobilità – illustra l’assessore alla Mobilità Stefano Civitarese Matteucci – Siamo il primo Comune d’Abruzzo a dotarsi di un piano strategico volto a soddisfare la domanda di mobilità delle persone e delle imprese in ambito urbano e peri-urbano, allo scopo di migliorare la qualità della vita. Pescara è fra le 28 città italiane ad aver intrapreso questo cammino il cui primo atto di condivisione sarà il Consiglio Comunale aperto per illustrarne le linee e i contenuti. Il PUMS ci giova e apre possibilità importanti per accedere ad altri livelli di progettazione e di risorse, come il programma Polaris che resta di appannaggio dei Comuni che si sono dotati di tale strumento. Il piano è stato elaborato secondo una visione di lungo periodo e prendendo in considerazione, oltre agli aspetti ambientali, anche costi e benefici sociali. Il PUMS nasce per farsi carico di problematiche locali e di questioni globali come il cambiamento climatico e gli obiettivi di efficienza energetica. Si propone inoltre di integrarsi con gli altri piani esistenti, valorizzando i principi di integrazione, partecipazione, valutazione e monitoraggio. Il PUMS è per sua natura un piano fortemente orientato verso un possibile processo di governance che abbia lo scopo di contemperare (in una forma razionale di integrazione sinergica) le diverse “modalità” della mobilità urbana. Il documento approvato in Giunta comunale costituisce il riferimento strategico di attuazione del Piano che vedrà la sua piena elaborazione con un’ampia fase di consultazione pubblica e di confronto, a cui si darà ampio risalto, sia con incontri pubblici che attraverso un sito dedicato e che si concluderà con l’approvazione ultima da parte del Consiglio comunale. Abbiamo avviato un percorso che si chiuderà in 20 mesi, durante i quali il piano sarà ampiamente condiviso con la comunità, i portatori d’interesse e i primi fruitori”.
“In particolare esso tende alla individuazione di azioni coordinate per il governo della mobilità – aggiunge il professor Roberto Mascarucci, consulente dell’Amministrazione – con riferimento al modal split tra i sistemi pubblico e privato, ma anche tra le diverse declinazioni di entrambi. È un piano di breve/medio termine (previsione delle azioni a cinque anni, su una visione strategica a dieci anni), per cui si prevede che abbia una durata di dieci anni con una revisione ogni cinque. Punta a sei principali obiettivi: aumentare gli spostamenti urbani effettuati in bici; aumentare la velocità commerciale media del trasporto pubblico oggi troppo bassa e scoraggiante per i fruitori; estendere la rete di piste ciclabili sul territorio urbano; tenere sotto controllo i valori delle polveri sottili; implementare l’estensione complessiva delle Zone a traffico limitato; ridurre l’incidentalità sul territorio. Ad oggi a Pescara entra un traffico di circa 117.000 auto. L’obiettivo del piano è quello di portare al 50 per cento tale mobilità che oggi è notevolmente superiore, implementando al 15% l’utilizzo delle due ruote che ad oggi rappresentano il 2 per cento e al 35 l’utilizzo del trasporto pubblico locale che ad oggi si attesta sul 16 per cento. Obiettivi che il PUMS punta a raggiungere nel medio e lungo, ma in parte anche subito attraverso le azioni già in corso che vedono già il potenziamento delle reti ciclabili, la sostenibilità del trasporto pubblico e l’intermodalità fra mezzi di trasporto, come sta accadendo con la possibilità di trasportare biciclette sui treni. E’ un lavoro utile per la vivibilità e necessario perché con l’adozione di tale strumento sarà possibile anche accedere a risorse europee importanti per ripensare la mobilità delle città alla luce delle esigenze nuove della mobilità territoriale di area vasta”.

 

PUMS

PUMS

La sigla PUMS sta per “Piano Urbano della Mobilità Sostenibile“.  Il PUMS è un piano strategico volto a soddisfare la domanda di mobilità delle persone e delle imprese in ambito urbano e peri-urbano, allo scopo di migliorare la qualità della vita. Esso si basa su una visione di lungo periodo e su un approccio volto alla sostenibilità intesa in senso lato (ovvero, prendendo in considerazione, oltre agli aspetti ambientali, anche costi e benefici sociali). Il PUMS si deve far carico, allo stesso tempo, di problematiche locali e di questioni globali (come il cambiamento climatico e gli obiettivi di efficienza energetica). Deve, inoltre, integrarsi con gli altri piani esistenti, valorizzando i principi di integrazione, partecipazione, valutazione e monitoraggio.

Il PUMS è per sua natura un piano fortemente orientato verso un possibile processo di governance che abbia lo scopo di contemperare (in una forma razionale di integrazione sinergica) le diverse “modalità” della mobilità urbana. In particolare esso tende alla individuazione di azioni coordinate per il governo della mobilità, con riferimento al modal split tra i sistemi pubblico e privato, ma anche tra le diverse declinazioni di entrambi. È un piano di breve/medio termine (previsione delle azioni a cinque anni, su una visione strategica a dieci anni), per cui si prevede che abbia una durata di dieci anni con una revisione ogni cinque.

Il documento approvato in Giunta comunale costituisce il riferimento strategico di attuazione del Piano che vedrà la sua piena elaborazione con un’ampia fase di consultazione pubblica e di confronto, a cui si darà ampia risalto, che si concluderà con l’approvazione ultima da parte del Consiglio comunale.