Cosa prevede realmente il progetto del Parco Centrale

Cosa prevede realmente il progetto del Parco Centrale

L’ntervento dell’Assessore Civitarese relativo al progetto di riqualificazione delle “aree di risulta”

“Nonostante le migliori intenzioni di mantenere aperto un dialogo con tutte le forze che dovrebbero avere a cuore le sorti della nostra città in una partita così importante come quella della riqualificazione delle aree di risulta della stazione di Pescara, è difficile non farsi cadere le braccia dinanzi a un tale insieme di mistificazioni, affermazioni apodittiche, errori e inutili messaggi muscolari come quelli illustrati in una conferenza stampa da Forza Italia lo scorso 1 settembre.

Si tratta di un modo di concepire la politica che non riesco a comprendere, da qualunque parte esso venga. Continuo a sperare che nelle sedi del dibattito pubblico e in quelle istituzionali ove il progetto dovrà essere esaminato si possa tornare a un confronto costruttivo per il bene della comunità.

Vediamo di ristabilire la verità fattuale punto per punto:

  • Si dice che si cerca di eludere la V.I.A. Affermazione bizzarra, dal momento che l’osservazione di Forza Italia si inserisce proprio nel procedimento di verifica di assoggettabilità a V.I.A. che la legge richiede per i progetti di trasformazione di aree superiori ai 10 ettari! L’amministrazione comunale ha inteso fornire al comitato regionale uno studio e un insieme di analisi che approfondiscono tutti gli aspetti ambientali (sintetizzati nella tabella allegata). Da questi si evince che l’opera non solo non determina effetti significativi sull’ambiente, ma anzi la realizzazione del progetto del Parco Centrale, con interramento delle funzioni infrastrutturali e restituzione dei 7 ettari centrali alla funzione di verde pubblico, determina un effetto positivo e costituisce di fatto una vera e propria bonifica del sito. Per di più, è in corso di svolgimento la valutazione ambientale strategica (VAS) che si concluderà nel mese di ottobre e che ancor meglio integra gli aspetti ambientali con quelli urbanistici e territoriali.
  • Non si comprende il riferimento alla ‘mancanza del planovolumetrico’ che per i progetti di fattibilità tecnico-economica, quale quello in questione, non è richiesto dalla legge. Così come non si capisce da dove venga la richiesta di uno ‘studio di compatibilità idraulica’ (sic) quando la Relazione tecnico-specialistica del progetto ha chiaramente verificato che siamo in area non interessata da previsioni di tutela idraulica. Sono stati, invece, accuratamente studiati gli aspetti di qualità delle acque di falda e superficiali e dei suoli e sono stati anche previsti nel quadro economico dell’intervento ben 3 milioni di euro per la bonifica del sito;
  • È stato operato uno studio accurato della nuova viabilità urbana di quartiere sia relativamente a via Ferrari (a sua volta oggetto di specifiche previsioni di riqualificazione nelle NTA di prossima adozione) sia sull’asse di via Pavone (con interramento di fronte alla stazione per consentire un attraversamento pedonale diretto verso la piazza lineare di nuova realizzazione e tutto il centro commerciale naturale) e di potenziamento della mobilità alternativa alle auto (trasporto pubblico di massa e percorsi ciclo-pedonali) in diretto collegamento con il Ponte Flaiano. Il trasporto di massa/filovia non avviene peraltro all’interno del parco, ma in coerenza con quanto deliberato dal consiglio comunale degli indirizzi strategici sul governo del territorio (i consiglieri comunali di opposizione dovrebbero ricordarlo), attraversa l’asse centrale della città, prevedendo all’interno del parco centrale il solo passaggio della porzione di corridoio verde utilizzata da bici e pedoni.
  • Si fa davvero fatica a immaginare dove possa essere nata l’idea che i 400 posti auto interrati di fronte a corso Umberto siano destinati ai privati. In base a questa congettura si osserva che vi sarebbe una drastica riduzione dei parcheggi a pagamento, da 250 a 1.500, quando nel progetto si prevede chiaramente che i parcheggi – tutti pubblici – saranno 400 nell’interrato, 700 e 900 nei due silos multipiano a nord e a sud, per un totale dunque di circa 2.000 posti auto, pari a quelli attuali (che non sono 2.250 ma ca. 2100).
  • Si parla di un generico “edificato commerciale”. Nel progetto è prevista la possibilità di realizzare un massimo di 7.000 mq destinati per circa una metà a funzioni commerciali e di servizio e per l’altra metà a usi residenziali:
    1. massimo 2.640 mq di uffici/commerciale/servizi realizzabili negli edifici e/o nei silos parcheggi nord e sud;
    2. massimo 1.000 mq di commerciale/di servizio al verde da realizzarsi nel “Bosco Urbano”.
    3. massimo 3.360 mq di residenziale realizzabile nei due edifici di “bordo” nord e sud posizionati alle due estremità dell’area, oltre il Parco Centrale propriamente detto.

Come si vede, si tratta di contenute superfici commerciali e per servizi perfettamente integrabili e complementari al centro commerciale naturale e per una quota di 1.000 mq da realizzarsi nel bosco urbano (piccoli manufatti e aree pertinenziali a servizio delle attività ricreative del nuovo Parco urbano, organizzabili con tipologie diffuse a padiglione) proprio per rendere più fruibile e più sicuro il parco.

  • Quanto a quest’ultimo aspetto, il parco non sarà un “bosco di 8 ettari … ricettacolo di tossicodipendenti e microcriminalità”, perché il “Parco Centrale” si estenderà invece su di una superficie minima di 6,7 ettari pari al 51% dell’ambito d’intervento e sarà costituito da:
    1. il “Bosco urbano” di estensione minima pari a 5 ettari, dei quali massimo 2 ettari potranno essere destinati a “parco attrattivo a vocazione culturale/naturalistica“;
    2. il “Campo” di estensione pari a 0,9 ettari (sede eventualmente in futuro dell’edificio culturale/teatro);
    3. lo “Spazio Pubblico Lineare”, vale a dire la ‘grande piazza’ che collega l’ingresso della stazione direttamente con corso V. Emanuele/Umberto.

Si tratterà quindi di un parco composito e attraente, le cui funzioni e caratteristiche verranno ulteriormente precisate nel capitolato prestazionale che stiamo mettendo a punto e che terrà conto anche delle indicazioni che il dibattito pubblico di questi mesi saprà produrre se, invece di giocare allo sfascio, ci si confronterà sui contenuti a partire da elementi obiettivi.

Si sente, infine, di confusi riferimenti alla ‘privatizzazione’ di queste aree. Qui, lasciando da parte la singolare demonizzazione dell’attività di impresa, basti considerare che si sta facendo ricorso a una forma di lavoro pubblico prevista e disciplinata dalla legge italiana e da quella dell’Unione Europea che consente che investimenti privati (anche con il concorso non maggioritario di risorse pubbliche) possano essere finalizzati alla realizzazione di importanti opere pubbliche quando queste almeno in parte siano fruibili a tariffa. Il caso dei parcheggi è esemplare e comune. Nel nostro caso è proprio la gestione dei parcheggi (per un periodo di 20 anni), cui si aggiunge il finanziamento del Masterplan, oltre allo sfruttamento delle limitate superfici edificatorie sopra ricordate, che consente di consegnare finalmente alla città il Parco Centrale che merita.
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L’intervista all’Assessore Stefano Civitarese raccolta da Rete8.

Il sindaco Marco Alessandrini su riqualificazione delle aree di risulta: “Il futuro siamo tutti noi e dobbiamo scriverlo insieme”

Il sindaco Marco Alessandrini su riqualificazione delle aree di risulta: “Il futuro siamo tutti noi e dobbiamo scriverlo insieme”

Da oltre 25 anni la città si interroga e propone soluzioni per l’area di risulta. E’ infatti dal 1981, prima ancora della definizione progetto della nuova stazione, che Amministrazioni comunali, Università, presenze Culturali cittadine si cimentano sul cosa fare nell’Area di Risulta. Ognuno di questi soggetti ha prodotto delle idee e delle ipotesi, diverse, alcune più incidenti di altre, ma tutte volte a trasformare il grande “vuoto urbano” di ben 11 ettari, situato proprio nel cuore della città in un’occasione di crescita qualitativa per la qualità della vita della città. Nessuna delle proposte è stata inutile, tutte hanno concorso a dare consapevolezza che le scelte di base sono quelle che si sono consolidate nell’immaginario collettivo, un parco urbano significativo, un numero adeguato di parcheggi, il punto di arrivo e scambio fra trasporto su gomma e ferro, una vocazione a localizzarvi un attrattore culturale di livello regionale o oltre.
Pescara si avvia a compiere i suoi primi 100 anni di vita e, ricorrendo ad una citazione “se non ora quando?”, è tempo di decidere come e cosa fare, trovare le procedure migliori e realizzare quest’opera: su di essa si può cominciare a realizzare l’idea di città per il dopo 2027 che la città desidera.
Non ho parlato a caso dell’intera città, non è iniziativa che possa riguardare la sola maggioranza o le minoranze oggi in Consiglio Comunale, il cosa fare è scelta che riguarda tutti i pescaresi e, forse, anche i cittadini di un’area vasta, di maggiori dimensioni per cui l’area di risulta rappresenta una indubbia polarità.
Questa è la sfida di oggi, una sfida che appartiene all’intero Consiglio Comunale e alla città: mettere a frutto il patrimonio di conoscenze che abbiamo per arrivare finalmente ad un risultato concreto e il più possibile condiviso. Io sono il Sindaco di tutti i pescaresi e voglio e debbo scommettere sul futuro della città: è arrivato il momento di concentrare su questi 11 ettari le nostre intelligenze e capacità di proposta.
Dobbiamo farlo ora e insieme, tutti i Consiglieri Comunali, i soggetti culturali, le rappresentanze sociali, i portatori d’interesse della città e la pluralità dei cittadini potranno, se vorranno, essere l’anima di questo processo di condivisone.
Al termine della fase di ascolto e di scambio di idee, le sollecitazioni pervenute verranno sottoposte ad un Comitato di Saggi, indipendente dall’Amministrazione, che sappia sintetizzare e portare all’attenzione dell’Amministrazione ogni suggerimento utile e realizzabile.
L’unico limite che pongo è proprio quello della realizzabilità: abbiamo consapevolezza che non è più momento di voli pindarici, ma di metodi di lavoro certi. Perché diventi possibile, occorre che l’operazione possa essere messa sul mercato e qualche investitore la trovi remunerativa. Fin da oggi le valutazioni fatte dalla Sinloc, il soggetto a cui abbiamo sottoposto la fattibilità economica delle attività, ci informano che senza le risorse del Master Plan (i 12 milioni di euro) per cui ringraziamo la Regione, non sarebbe stato possibile ipotizzare un piano finanziario accettabile per un investitore privato.
La valutazione del rischio di impresa è una variabile che incide sulla bancabilità del piano (da cui gli investitori traggono i capitali) e quindi sulla reale possibilità di realizzazione delle opere. Le analisi condotte escludono l’ipotesi che aumentando i volumi immobiliari cresca il TIR Equity, perché per questi sussiste il potenziale (ma concreto) pericolo di invenduto che aumenta l’alea di rischio per l’investitore.
In questa area arrivano ogni giorno circa 29.000 persone con i bus e treno e altri 4.100 con le macchine.
E’ qui che si misurano le sorti del Centro Commerciale Naturale del centro città che passano da una utenza potenziale di 7,6 utenti per attività (considerando solo i residenti), a circa 200/300 utenti per attività commerciale, considerando che i parcheggi, la stazione e il terminal bus aprono il CCN all’intera area vasta ovvero a circa 460.000 abitanti. Siamo davvero uno snodo per la Regione, abbiamo un ruolo polare che non possiamo più sottovalutare. Rafforzare questo ruolo, significa metterci al centro di scambi economici e sociali importanti che ci rafforzeranno sotto tanti punti di vista. Abbiamo la grande opportunità di divenire uno snodo sostenibile. L’Area è infatti anche il fulcro naturale di sistemi di trasporto urbano che mette “a sistema” strade, mezzi di trasporto elettrici, ciclovie, trasporto urbano tradizionale, car-sharing, bike-sharing, mobilità capaci di farci diventare una vera smart city e accrescere il benessere e la qualità della vita di tutti i cittadini.
Apriamo oggi questa fase di coinvolgimento ed ascolto, il primo appuntamento è per il 16 giugno con i portatori d’interesse, ne seguirà un altro a fine mese con l’intera città. E’ a disposizione il sito web http://versopescara2027.comune.pescara.it dove saranno caricati documenti e immagini e dove sarà possibile inviare idee e suggerimenti.
Gli approfondimenti tecnici ad oggi condotti hanno prodotto le “regole” per la valutazione tecnico-economica di cosa si vuole realizzare. Le scelte per pervenire al progetto preliminare sono un libro da scrivere: quanto all’oggi elaborato è solo un punto di partenza necessario per consentire che il dibattito produca scelte fattibili.
Le soluzioni tecniche, ambientali, funzionali, architettoniche lasciano ampi spazi alla proposta scaturente dalla città, ferma restando la necessità che risulti verificata la congruenza economico finanziaria di quanto proposto.

In definitiva IL FUTURO SIAMO TUTTI NOI e possiamo scriverlo insieme.

Pescara, 8 giugno 2016

 

Il Sindaco