Piano Urbano Mobilità Sostenibile

Piano Urbano Mobilità Sostenibile

La sigla PUMS sta per “Piano Urbano della Mobilità Sostenibile“.  Il PUMS è un piano strategico volto a soddisfare la domanda di mobilità delle persone e delle imprese in ambito urbano e peri-urbano, allo scopo di migliorare la qualità della vita. Esso si basa su una visione di lungo periodo e su un approccio volto alla sostenibilità intesa in senso lato (ovvero, prendendo in considerazione, oltre agli aspetti ambientali, anche costi e benefici sociali). Il PUMS si deve far carico, allo stesso tempo, di problematiche locali e di questioni globali (come il cambiamento climatico e gli obiettivi di efficienza energetica). Deve, inoltre, integrarsi con gli altri piani esistenti, valorizzando i principi di integrazione, partecipazione, valutazione e monitoraggio.

Il PUMS è per sua natura un piano fortemente orientato verso un possibile processo di governance che abbia lo scopo di contemperare (in una forma razionale di integrazione sinergica) le diverse “modalità” della mobilità urbana. In particolare esso tende alla individuazione di azioni coordinate per il governo della mobilità, con riferimento al modal split tra i sistemi pubblico e privato, ma anche tra le diverse declinazioni di entrambi. È un piano di breve/medio termine (previsione delle azioni a cinque anni, su una visione strategica a dieci anni), per cui si prevede che abbia una durata di dieci anni con una revisione ogni cinque.

Il documento approvato in Giunta comunale costituisce il riferimento strategico di attuazione del Piano che vedrà la sua piena elaborazione con un’ampia fase di consultazione pubblica e di confronto, a cui si darà ampia risalto, che si concluderà con l’approvazione ultima da parte del Consiglio comunale.

Piano Generale del Traffico Urbano

Piano Generale del Traffico Urbano

Pronta la sintesi dei rilievi dei flussi di traffico eseguiti all’interno del progetto di redazione del Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU). La campagna di indagini, finalizzata ad individuare la mobilità sistematica complessiva dei residenti in Pescara e dei gravitanti, è stata effettuata mediante rilievi diretti con strumenti di video-analisi su sezioni significative delle principali direttrici di afflusso e di deflusso. I rilievi sono stati articolati e distinti in indagini al cordone, indagini su sezioni stradali urbane e flussi alle intersezioni complesse. Le prime riguardano i flussi rilevati sulle principali direttrici di ingresso uscita dalla città. Le seconde ed i terzi riguardano le sezioni e le intersezioni interne alla città.

BICIPLAN

BICIPLAN

Il Piano urbano della mobilità ciclistica (BICIPLAN) costituisce Piano di settore del Piano Urbano del Traffico (PUT), come da normativa vigente di riferimento, ovvero il Decreto Ministeriale 30 novembre 1999, n. 557, recante: “Regolamento per la definizione delle caratteristiche tecniche delle piste ciclabili”. All’art. 3. “Strumenti di pianificazione”, il regolamento recita: “1.Al fine di predisporre interventi coerenti con le finalità ed i criteri anzidetti gli enti locali si dotano dei seguenti strumenti di pianificazione e di progettazione: a) (…) Per i comuni che sono tenuti alla predisposizione del Piano urbano del traffico (PUT), ai sensi dell’articolo 36 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, il piano della rete ciclabile deve essere inserito in maniera organica, quale PIANO DI SETTORE, all’interno del PUT, secondo le indicazioni delle direttive ministeriali pubblicate nel supplemento ordinario n. 77 alla Gazzetta Ufficiale del 24 giugno 1995. (…).
Il BICIPLAN del comune di Pescara, individuato nelle sue linee guida nel Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS), sarà redatto in aderenza al documento di programmazione: “Pescara città della conoscenza e del benessere: indirizzi strategici per il governo del territorio” (approvato con Delibera GC n. 915 del 21-12-2016 e Delibera CC n. 26 del 20-02-2017”).

Il Piano si caratterizzerà per un livello di articolazione infrastrutturale e uno promozionale.
Quello infrastrutturale comprenderà la Rete Urbana Cicloviaria (RUC), ovvero la maglia generale degli itinerari, la Ciclopolitana, ovvero il sistema degli assi portanti di riferimento, i Cicloparcheggi, ovvero il complesso degli stalli e delle bicistazioni.
Il piano promozionale farà invece capo alle politiche di incentivo dell’uso della bicicletta, sia in termini informativi che premiali, attraverso azioni di propaganda, di assistenza e di agevolazione, con campagne di comunicazione, utilizzo lungo gli itinerari di totem motivazionali, giornate dedicate, eventi, coinvolgimento di portatori di interesse, testimonial, ecc.

La galleria di immagini che segue riporta elementi di studio del BICIPLAN che saranno approfonditi e validati in fase di redazione del piano urbano della mobilità ciclistica.

TPL (FILOVIA)

TPL (FILOVIA)

Trasporto pubblico di massa metropolitano

Secondo i due fondamentali strumenti di programmazione approvati dall’Amministrazione comunale nella prima parte del 2017, il Documento di indirizzi strategici per il governo del territorio e il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, rispettivamente dalla Giunta e dal Consiglio, il potenziamento delle direttrici di trasporto integrate nelle relazioni tra Pescara e la sua ampia conurbazione (area metropolitana estesa), e soprattutto il loro utilizzo integrato da parte dei vettori del trasporto pubblico locale (TPL), rappresenta il quadro di coerenza della mobilità nel Comune di Pescara, il cui perno ruota attorno al progetto di realizzare un sistema di trasporto rapido di massa (BRT, bus rapid transit). [GUARDA IL VIDEO]

L’aggiunta di questo sistema a “T” di trasporto pubblico, con spiccate caratteristiche di sostenibilità (sia ambientale sia gestionale), offrirà alla città una vera alternativa capace di ridurre l’uso del mezzo proprio. Nessuna città può dirsi oggi moderna e competitiva se non si dota di un sistema di trasporto pubblico comodo ed efficiente. E’ attorno a questo che tutte le città più importanti e attrattive riorganizzano i servizi e lo sviluppo economico e urbanistico.

La spina dorsale del nuovo tracciato del trasporto di massa ecologico, che con passaggi ogni 5 minuti nelle ore di punta congiungerà Montesilvano con San Silvestro spiaggia, garantirà il progressivo abbandono del mezzo privato e il recupero della riviera e delle parti centrali e nevralgiche della città verso modalità di utilizzo sostenibili.

L’avvio  di questo sistema di trasporto innovativo è in corso di studio e preparazione attraverso la collaborazione tra l’Assessorato alla Mobilità, assistito dai tecnici incaricati per il nuovo piano del traffico, e la Società TUA, sulla base di un proprio Piano (Progetto Trasporto Montesilvano Università) che si ispira al PUMS di Pescara ed estende l’area del “biglietto unico cittadino” a un’area metropolitana estesa compresa tra Pineto, Ortona e Scafa. Studi demoscopici condotti per conto della TUA rivelano che un sistema di questo tipo indurrebbe 35/40.000 persone a lasciare l’auto a favore del mezzo pubblico.

La creazione di un sistema di Bus Rapid Transit nel “cuore” della città è inoltre oggetto della “Strategia di Sviluppo Urbano Sostenibile” della Città di Pescara (SUS PESCARA) approvata dalla Giunta Comunale (con delibera n. 416 del 21 giugno 2017) nell’ambito del POR FESR ABRUZZO 2014 – 2020 – Asse VII “SVILUPPO URBANO SOSTENIBILE” ove si prevede per la “Realizzazione del tracciato del trasporto pubblico in sede protetta” una spesa di € 1.400.000 oltre  € 450.000 per la riqualificazione del percorso ciclo-pedonale di via Castellammare.

Polo Cultura e Conoscenza

Polo Cultura e Conoscenza

Mercoledì 12 aprile a partire dalle ore 15,30 presso la Sala Tosti dell’Aurum il primo incontro sul tema “Polo della Cultura e della Conoscenza”, compreso all’interno di un più ampio processo di pianificazione partecipata che dovrà portare alla redazione del Masterplan dell’area e nell’ambito del programma #VERSOPESCARA2027 dedicato alla visione futura della città.
I lavori saranno aperti dal saluto del sindaco Marco Alessandrini, proseguiranno con la relazione dell’assessore al Governo del Territorio e Politiche Urbane Stefano Civitarese “Obiettivi e strategie del Polo della cultura e della conoscenza”; interverrà la dirigente del Settore Programmazione del territorio Emilia Fino su “Prime idee per il Masterplan del Polo della cultura e della conoscenza”; con Raffaella Radoccia, esperta in percorsi urbani partecipati e Alessandro Feragalli, responsabile del servizio del Settore, si farà il punto sul ruolo dei “Cittadini: da spettatori ad attori delle trasformazioni. Il processo di pianificazione partecipata” e sul “Cronoprogramma progettuale e delle trasformazioni”.
La stampa è la città sono invitate a partecipare.

Visualizza il programma

Aree Fluviali

Aree Fluviali

Ambito di intervento progetto strategico aree fluviali
Il progetto di riqualificazione delle aree fluviali comprende al suo interno ampi ambiti destinati dalla pianificazione vigente a differenti zone di piano, caratterizzate da diverse modalità di intervento: le aree del Piano Particolareggiato PP2 (che comprende le aree dell’ “ex Cofa”, quelle degli ex depositi di carburante e di prodotti alimentari collocate tra via Magellano e la viabilità di lungofiume via Andrea Doria, le aree golenali poste a nord e sud del fiume comprese tra la foce ed il ponte Risorgimento), le aree del Piano Particolareggiato PP4 (che comprende le aree golenali poste a nord e a sud del fiume comprese tra il ponte Risorgimento e il Confine Comunale con S. Giovanni Teatino), le aree di competenza del Consorzio per lo Sviluppo Industriale dell’area Chieti-Pescara (comprese tra la via Tiburtina, il rilevato dell’asse attrezzato e della circonvallazione e l’edificato del quartiere Madonna del Fuoco).
Il progetto di trasformazione previsto è centrato sull’asta fluviale nella sua interezza da dove penetra in città fino alla foce in mare, superando le attuali previsioni parcellizzate. Esso contempla azioni e misure diversificate che terranno conto sia dei caratteri del contesto, sia del sistema delle tutele, sia delle destinazioni e modalità attuative previste dal piano regolatore vigente.

Aree EX COFA e depositi carburanti e prodotti alimentari
Le aree localizzate in prossimità del porto di Pescara erano in passato destinate alla produzione e allo stoccaggio dei prodotti agroalimentari e di carburanti.
Dette aree, in parte di proprietà pubblica e in parte private, risultavano occupate da imponenti capannoni e cisterne di deposito di oli e petroli. Una buona parte di questi manufatti, indispensabili per l’antico uso produttivo delle aree, sono stati ormai rimossi o demoliti, altri permangono in condizioni di forte degrado e abbandono. Gli edifici ancora esistenti sono utilizzati quale ricovero da parte di persone senza fissa dimora.
Le proprietà private, un tempo destinate a deposito di carburante, necessitano di interventi di bonifica dei suoli, le aree dell’ex mercato ortofrutticolo (ex COFA), di proprietà regionale, sono state interessate da interventi di demolizione dei manufatti esistenti. In attesa di un progetto complessivo, vengono oggi utilizzate per usi ricreativi: concerti, luna park, ecc.
Il tessuto edilizio adiacente a dette aree è caratterizzato dalla presenza di quartieri popolari abitati da pescatori. Nonostante la prossimità al lungomare, la zona si caratterizza per un forte degrado complessivo.
Il PRG vigente comprende dette zone all’interno di due diversi sub-ambiti di un ampio piano particolareggiato, denominato PP2, di iniziativa pubblica.
Coerentemente con le scelte assunte con il piano regolatore generale, l’intero sistema deve assolvere a funzioni di carattere territoriale, relegando le quote residenziali alla riqualificazione dei suddetti quartieri popolari e alla riqualificazione delle aree fortemente degradate poste lungo via A. Doria, ove peraltro occorre considerare l’incidenza del piano di bacino stralcio di difesa dalle alluvioni in corso di approvazione.

Golene fluviali
L’ambito fluviale si sviluppa lungo le sponde est ed ovest del fiume Pescara. Dette aree, che si affacciano lungo il tratto terminale del fiume per una lunghezza di oltre sette chilometri, sono state utilizzate nel corso degli anni per diverse attività.
Le differenti porzioni golenali collocate a nord e sud del fiume, sono oggi destinate a usi molteplici.
La zona del porto canale, situata in prossimità della foce del fiume, è utilizzata per l’attracco di pescherecci e le aree adiacenti al fiume sono funzionali alle attività dei pescatori.
Risalendo il fiume si rileva che le sponde sono utilizzate per l’attracco di piccole barche
Dal duemila a oggi i tratti di sponda compresi tra il ponte Risorgimento e il ponte della Libertà sono stati oggetto di realizzazione di numerosi moli, utilizzati per l’attracco di piccole barche, che hanno progressivamente sostituito le sponde naturali del fiume. Le aree golenali comprese in questo tratto, sono occupate a nord da edifici e depositi per lo più destinati ad attività produttive. La golena sud, delimitata dal rilevato dell’asse attrezzato, appare meno compromessa sotto il profilo edilizio, in gran parte inedificata, è stata utilizzata per attività ricreative, rimessaggio a secco di barche e natanti e per usi agricoli.

Risalendo ancora il fiume, il tratto di golena sud collocata tra il Ponte della Libertà e il ponte dell’asse attrezzato è stato significativamente trasformato dalle attività produttive svolte lungo gli argini fluviali dal cementificio. In tale ambito è collocato anche l’edificio della “Città della Musica”, ultimato ma ancora non aperto alle attività, realizzato dal Comune di Pescara quale presidio culturale destinato a costituire il volano per la riqualificazione ludica e culturale del parco fluviale.
Il tratto terminale dell’ambito fluviale di competenza del Comune di Pescara si configura come lembo sottile e poco antropizzato compreso tra le sponde fluviali e gli insediamenti produttivi.
Si evidenzia la presenza di una pista ciclabile che corre lungo entrambe le sponde (a esclusione del tratto terminale della golena sud in prossimità della foce del fiume) che permette la fruizione dell’intero ambito fluviale

Per quanto attiene all’assetto proprietario i tratti di golena compresi tra la foce e il Ponte Risorgimento sono di proprietà demaniale. Le aree poste a ovest del ponte Risorgimento risultano di proprietà privata a esclusione di piccole porzioni e dei percorsi ciclabili esistenti. Il PRG vigente comprende dette aree in differenti ambiti di intervento: le golene poste tra il ponte Risorgimento e la foce del fiume Pescara sono incluse all’interno di due sub-ambiti del Piano Particolareggiato denominato PP2 , le aree poste a ovest del Ponte Risorgimento sono comprese nel Piano Particolareggiato denominato PP4 relativo all’ambito fluviale. Il nuovo assetto proposto per le aree golenali è finalizzato alla restituzione agli abitanti del più importante contenitore di naturalità presente in ambito urbano attraverso la ricostruzione del rapporto tra città e fiume, attualmente inesistente.

I contesti di riferimento del progetto di riqualificazione delle aree fluviali

Il progetto terrà conto delle diverse caratteristiche degli ambiti che costituiscono il lungofiume, garantire la fruibilità delle golene attraverso la realizzazione di percorsi pedonali e ciclabili in prossimità delle sponde, prevedere l’insediamento di funzioni legate al turismo, al tempo libero, allo sport ed all’agricoltura prevedendo la possibilità di eventuali strutture removibili e/o galleggianti, a servizio delle attività, compatibili con le previsioni del PSDA.

Gli schemi che seguono indicano i diversi approcci utilizzabili per la riqualificazione del lungofiume.

Ipotesi 1 – realizzazione piccole strutture removibili (in arancione nell’immagine) a servizio delle attività insediabili
Ipotesi 2 – realizzazione piccole strutture galleggianti (in arancione nell’immagine) a servizio delle attività insediabili

Per quanto attiene agli ambiti golenali compresi tra il ponte Risorgimento e la foce del fiume Pescara, si evidenzia che nella programmazione ANAS è previsto il completamento dell’asse attrezzato fino al porto con un finanziamento di circa 15 Milioni di euro.
La realizzazione di tale opera deve costituire un elemento cardine del nuovo progetto di riqualificazione dell’ambito fluviale. Si ritiene, infatti, che il completamento dell’asse attrezzato possa costituire l’occasione per la riqualificazione delle aree golenali del lungofiume sud attraverso la realizzazione di una strada di accesso diretto al porto dall’asse attrezzato che correrà a raso congiuntamente alla viabilità urbana locale, la realizzazione di un sistema di trasporto pubblico di collegamento stazione-porto-aeroporto, percorsi carrabili e pedonali e aree verdi lungo le sponde fluviali.

Il collegamento dell’asse attrezzato con il Porto di Pescara considera, per risolverli, i principali elementi problematici che si presentano nel suo percorso.
La “filosofia” che sta alla base della proposta si fonda su tre elementi:

  1. il collegamento non è basato sulla velocità ma su una lenta e sicura scorrevolezza del traffico;
  2. il collegamento è compatibile con la struttura urbana esistente e con le sue esigenze future;
  3. il collegamento migliora la situazione attuale dal punto di vista della mobilità (compresa quella pedonale e ciclabile) e non la peggiora dal punto di vista ambientale.

Innanzitutto è opportuno legare il collegamento stesso alla viabilità urbana esistente dell’intera zona, senza condizionarla o restringerla ma, al contrario, riorganizzandola funzionalmente e spazialmente più di quanto non sia allo stato attuale.

La riorganizzazione funzionale della viabilità avverrà, principalmente attraverso le tre rotatorie previste – la prima si basa sull’ampliamento di quella esistente di Piazza della Marina, la seconda sarà realizzata ex novo in corrispondenza di Via Bardet, la terza è quella esistente a ridosso del Ponte del Mare in corrispondenza del Lungomare C. Colombo.
Le suddette rotatorie accoglieranno e distribuiranno il traffico proveniente dalle varie e diverse direzioni, verso tutte le destinazioni possibili, secondo le necessità degli utenti.
Un secondo importante elemento è quello di realizzare il collegamento viario attraverso due sole corsie, una per direzione di marcia.
Le due corsie saranno realizzate a cavallo del basso muro che sostiene l’attuale recinzione (di cui si prevede la demolizione) lungo Via A. Doria.
Questa soluzione permetterà non solo di semplificare le connessioni viarie tra il collegamento in parola e il resto della viabilità urbana, come si evince dall’immagine che segue, ma anche di guadagnare alla viabilità ciclo pedonale, al decoro urbano e al verde, una larga fascia stradale dell’attuale Via A. Doria. Una fascia che si allarga progressivamente man mano che si avvicina alla rotonda del Ponte del Mare. Un ultimo elemento, ma non per importanza, è il fatto che l’attuale banchina del porto canale verrà in gran parte salvaguardata. Ciò permetterà, non solo di tutelare al massimo le attività portuali e pescherecce, ma anche di ipotizzare una ulteriore passeggiata ciclo pedonale lungo il fiume, ai margini della corsia di uscita dal porto della strada in progetto.

Studi preliminari progetto prolungamento asse attrezzato

Aree ex ASI

L’area produttiva delimitata del rilevato dell’asse attrezzato e della circonvallazione, dalla strada Tiburtina e dal tessuto edilizio residenziale del quartiere Madonna del Fuoco, si configura come luogo della produzione.
Un tempo occupata da numerose attività produttive, si presenta oggi quale ampio comparto produttivo abbandonato caratterizzato dalla presenza di numerosi manufatti industriali inutilizzati e degradati.
L’edificio dell’ex cementificio, ormai dismesso, spicca tra questi per la sua imponenza e per la prossimità rispetto all’asse attrezzato.

La presenza del depuratore costituisce un grave detrattore per la zona a causa del fastidioso inquinamento olfattivo che genera l’imponente attrezzatura urbana.
Si ritiene che la competenza urbanistica di tale ambito sia del Comune di Pescara in osservanza delle direttive contenute nel Piano territoriale di coordinamento provinciale, essendo da tempo esauritasi, per effetto dell’art. 87 LR n. 18/1983, la funzione di pianificazione di coordinamento del Consorzio per lo Sviluppo industriale dell’area Chieti Pescara.
In ogni caso è già in itinere la richiesta di uscita dal consorzio. Per tale ambito dovrà essere prevista una riconversione dell’esistente e la possibilità di insediare nuove funzioni finalizzate alla realizzazione di una zona di filtro e di mediazione tra il contesto naturalistico dell’ ambito fluviale ed il contesto edificato della città.
Le destinazioni d’uso previste nel progetto dovranno tenere conto dei vincoli derivanti dalla presenza dell’aeroporto ipotizzando funzioni che si caratterizzano per un basso carico antropico.

Cittadella dello Sport

Cittadella dello Sport

Presentato il progetto della nuova “Cittadella della sport. Le idee per la redazione del masterplan dell’Amministrazione su Pescara Sud”: la visione è quella di un grande city campus attorno alla Riserva Dannunziana, ove troverà posto anche il nuovo Stadio per il calcio, in cui formazione, ricerca, innovazione, start up e attività ricreative e sportive potranno dare vita a un nuovo modello di area urbana fondato sulla contaminazione tra il mondo universitario e le componenti economiche, sociali, culturali e ambientali della città e dell’area metropolitana. Alla conferenza di presentazione del sindaco Marco Alessandrini e degli assessori allo Sviluppo del Territorio e Sport Stefano Civitarese Matteucci e Giuliano Diodati, che hanno illustrato il progetto, hanno partecipato tutti i soggetti che ne condividono finalità e realizzazione, come il Magnifico Rettore dell’Università d’Annunzio Silvio Caputi, alla sua prima visita ufficiale a Palazzo di Città e il presidente della Pescara Calcio Daniele Sebastiani. Erano presenti anche l’assessore alla Riserva dannunziana Paola Marchegiani, i consiglieri Ivano Martelli, Pierpaolo Zuccarini, Riccardo Padovano, Tonino Natarelli.

 “Oggi cristallizziamo un sodalizio a cui teniamo molto – così il sindaco Marco Alessandrini – con l’Università, la Pescara Calcio e con tutti gli altri soggetti che ci aiuteranno ad inserire il progetto dello Stadio in una partita più ampia, che è la riqualificazione di un’intera porzione di città, nel senso metropolitano del termine, per accorciare le distanze con la Pescara che guarda al 2027. Sin dall’inizio del mandato abbiamo spinto ad una esternalizzazione dello Stadio, perché i costi dell’impianto sono gravosi, arrivano a un milione di euro e oltre. Così abbiamo intrapreso un percorso di riqualificazione che però ha fatto i conti con il punto di vista divergente sul vincolo, ma su ciò stiamo lavorando e grazie al lavoro degli assessori Civitarese Matteucci e Diodati e della struttura comunale oggi possiamo intraprendere un’altra via subito condivisa da tutti. Parliamo di una soluzione migliorativa, che ci consente di eliminare dei detrattori ambientali come tale è la cosiddetta “Trombetta della circonvallazione” (l’uscita della Pineta) e di recuperare degli spazi sottostanti in cui si trova un terreno non soggetto a vincoli, dove potrebbe nascere un nuovo Stadio in linea con le esigenze legate al mondo del calcio. Un impianto per le partite collegato a una cittadella dello sport capace di dare una funzione specifica al territorio, che ha costi anche meno onerosi, che movimenta capitali che creano ricadute occupazionali ed economiche sul territorio e che ci vede determinati a perseguire, intavolando un lavoro in sinergia piena con Università, Pescara Calcio, Soprintendenza, portatori d’interesse”.

“Abbiamo una cabina di regia che esiste e riguarda il polo della Cultura e della conoscenza – illustra l’assessore allo Sviluppo del TerritorioStefano Civitarese Matteucci – Polo che darà vita a sviluppo avanzato, nel terziario, nella mobilità, nell’impresa, mettendoci a disposizione degli studenti e trasformando l’idea stessa di quella porzione della città che ha bisogno di rilancio. La zona sportiva deve diventare parte integrante dell’Università e della città e nel progetto con la demolizione di quella parte di tangenziale sarà collegata al Polo della cultura e della conoscenza da un percorso verde e continuo fino alla fine della Riserva dannunziana. Demolizione che ci consente di liberare spazio per il nuovo stadio che dovrà essere progettato secondo criteri moderni e avanzati e da progettisti di grande spessore. Non solo una rivoluzione in nome dello sport, ma la nascita di un vero e proprio hub intermodale dove ci sarà una nuova fermata della stazione ferroviaria per consentirne l’uso, un terminal per il trasporto pubblico e un parcheggio multipiano, elemento intermodale di scambio che cerchiamo per agevolare l’utilizzo dei mezzi pubblici. Questo, mettendo insieme le azioni che l’Università ha già avviato sulle sue aree e con il coinvolgimento dei privati, creerà una massa di investimenti stimata sui 200 milioni di euro. Stiamo lavorando a un progetto di riqualificazione della città migliorando il trasporto, l’ambiente, la vivibilità con un grande investimento di opere e con ricadute imponenti a livello occupazionale, di qualità e durature. Abbiamo in corso un confronto con i portatori di interesse per capire come migliorare il terziario presente, il comparto economico della zona, su come agevolare le start-up che potranno sorgere su quella porzione del territorio. I protagonisti sono tutti al tavolo e pronti a condividere questo progetto che mi sembra sia un ottimo punto di partenza. Il Comune arriverà al Masterplan entro la fine dell’anno in Consiglio e poi partirà una fase di confronto serrato ed entro la fine del mandato verrà posta la prima pietra”.

 “Abbiamo seguito un percorso come Amministrazione per riqualificare lo Stadio per sollevare l’Ente dai grandi costi di gestione e perché si rientrasse al 36 per cento di copertura dei servizi che ci richiede il cammino di riequilibrio dei conti – spiega l’assessore allo Sport Giuliano Diodati – Quindi ci siamo posti il fine di dare allo sport in città un costo meno gravoso in termini di tariffe dei servizi e questo passa attraverso l’esternalizzazione dell’impianto. Per arrivarci abbiamo seguito il percorso di riqualificazione dello Stadio Cornacchia con il progetto di Lega B Futura, ma a fronte delle problematicità sorte e ragionando sulla nuova idea di sviluppo che sta crescendo nella zona, abbiamo spostato l’interesse sul nuovo progetto che ha trovato subito il supporto di tutti i soggetti interessati, dall’Università, alla Pescara Calcio, alla Soprintendenza. Ora si seguono percorsi virtuosi per cui lo Stadio Cornacchia possa essere utilizzato, abbiamo coinvolto il Coni che si è reso disponibile a fare in modo che si possa dare nuova linfa alla struttura e coinvolto l’Università che ha possibilità di intervenire sul suo utilizzo con i suoi studenti e utenti. La nostra idea è fare in modo che, fermo restando che andremo avanti per l’eliminazione del vincolo che la riguarda, l’attuale struttura possa essere comunque funzionale all’Università, alla città e a società sportive e soggetti privati, ma che possa anche essere sfruttata anche per la musica e i grandi eventi consentendo a Pescara di tornare ad ospitare concerti da stadio, cosa oggi impossibile a tutela del manto erboso. Insomma un nuovo inizio”.

“Noi al momento dell’insediamento dell’attuale Amministrazione abbiamo cominciato a parlare di un progetto di nuovo stadio – aggiunge Daniele Sebastiani –  ci siamo incontrati diverse volte con l’azienda B Futura che studiava la realizzazione del primo progetto e così come il Comune, ci siamo scontrati con il nodo del vincolo sullo Stadio, abbiamo cercato di risolvere la questione con la prima soluzione ad oggi difficile da ottenere: lo spostamento della pista di atletica per fare lo Stadio. Da qualche settimana ragioniamo sul nuovo progetto che ci consente di non andare via da Pescara durante i lavori e ci consegnerà uno stadio nuovo con tutti i criteri, un progetto non condizionato, ma libero e condiviso dall’Amministrazione e tutte le forze politiche, un progetto in grado di dare un altro segno distintivo alla città in una zona bellissima che verrebbe riqualificata. Siamo in linea con l’Amministrazione, siamo convinti che sia la via giusta per dare al Pescara e a Pescara uno Stadio e farlo in tempo, perché fra qualche anno la Uefa chiederà alle società una struttura per il calcio e tutti dovranno adeguarsi, come già hanno fatto Torino, Udine e Reggio Emilia e stanno facendo a Cagliari, dove i lavori peraltro concepiti insieme al nostro progetto, oggi sono già partiti. Noi siamo convinti che sia la cosa giusta e mi auguro venga condivisa davvero da tutti affinché non si perda tempo e non si alimentino esposti e contenziosi che non fanno bene alla città e al suo sviluppo”.

“Vivendo a Pescara ne conosco l’entusiasmo e la vitalità – conclude il Magnifico Rettore Sergio Caputi –  Sicuramente l’Università valuterà la sostenibilità della sua parte ed è concorde sulle finalità progetto, anche alla luce delle nostre statistiche che riconoscono a Pescara un’attrattività del 40 per cento di studenti fuori sede. Gran parte di essi resta a vivere qui, in una città che storicamente accoglie, perché la qualità della vita è buona e gli studenti questo lo percepiscono. Il progetto è molto bello, è un’opera grande e pensata bene e sono sicuro che la sostenibilità delle strutture sia stata ponderata in modo adeguato affinché non finiscano in disuso. Ci muoveremo facendo il bene degli studenti, coniugando la loro realtà a quella del territorio e dando all’Ateneo ciò che manca: noi abbiamo necessità di strutture sportive e siamo pronti a lavorare insieme”.

Scarica il documento di presentazione: Pescara città universitaria (pdf – doc)

Il polo sportivo, universitario e giudiziario, collocato nella zona sud della città, risulta tra le aree più vivaci dal punto di vista delle funzioni e delle progettualità in corso della città.

Il Documento Strategico

Il Documento Strategico

La premessa concettuale su cui il presente documento si fonda è che per “governo del territorio” si debba intendere non soltanto la pianificazione urbanistica in senso stretto, ma anche la programmazione delle azioni da porre in essere attraverso gli altri strumenti giuridici che incidono sull’uso dello spazio, quali soprattutto quelli relativi alla mobilità e ai trasporti. Questa impostazione è in linea con l’attribuzione a un componente della giunta delle deleghe tanto al governo del territorio e politiche urbane, quanto appunto alla programmazione della mobilità. Il presente atto d’indirizzo costituisce, pertanto, lo “schema direttore” del governo del territorio e delle politiche urbane al quale ricondurre ogni atto di pianificazione e programmazione generale, particolare o settoriale, ivi compresi il piano generale del traffico urbano (PGTU) e il piano urbano per la mobilità sostenibile (PUMS). In particolare il presente documento ha valore di Linee Guida per il PUMS.

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