Progetto preliminare Area di Risulta: presa d’atto in Giunta

Progetto preliminare Area di Risulta: presa d’atto in Giunta

Nella seduta di giovedì 6 luglio la Giunta ha preso atto del progetto preliminare (SCARICA IL PDF) per la riqualificazione delle aree di risulta con la realizzazione del Parco Centrale, una delle aree strategiche prioritarie individuate nel documento di indirizzi “Pescara Città della conoscenza e del benessere“, approvato dal Consiglio comunale nel febbraio scorso, che approderà sul sito della Regione Abruzzo per la Verifica di assoggettabilità (VA) alla Valutazione di Impatto Ambientale. Il progetto, elaborato dagli uffici comunali sulla base delle indicazioni fornite dalla cabina di regia istituita nel novembre 2016 e coordinata dall’assessore Stefano Civitarese coadiuvato dal delegato alla riqualificazione delle aree stesse Ivano Martelli, resterà pubblicato 45 giorni per le osservazioni, poi tutto sarà posto al vaglio del Comitato regionale che dovrà decidere se assoggettarlo o no alla procedura di V.I.A. prima che continui la sua strada per la prima approvazione in Consiglio Comunale.

Si tratta di un passo formale ma anche di sostanza – sottolinea il sindaco Marco Alessandrini – su una delle progettazioni strategiche che ci premono di più, perché la rivitalizzazione della zona è attesa, ma anche necessaria a segnare il passo di una nuova crescita che la città merita e che noi abbiamo avviato e vogliamo portare decisamente avanti. Tante sono le cose da fare, questo passaggio consegna l’elaborato alle osservazioni e alla valutazione del Comitato regionale, in modo da arrivare al più presto anche in Consiglio Comunale per l’approvazione. Vogliamo arrivare in tempi sostenibili anche al bando, perché non sia un progetto destinato a restare inattuato, come accade ormai da quasi trent’anni, ma contribuisca davvero alla riqualificazione di cui si parla e aiuti a farla concretamente decollare”.

La scelta progettuale tradotta dal preliminare è stata fatta a seguito di una analisi di possibili alternative definite sotto il profilo tecnico-funzionale ed economico-finanziario, senza tralasciare gli aspetti sociali e ambientali – spiega l’assessore Stefano Civitarese Matteucci – La prima alternativa presa in considerazione è stata quella ‘zero’, in cui è stata considerata l’ipotesi di non procedere ad alcuna realizzazione. La seconda alternativa considerata ha indagato la possibilità di realizzare, anche sulla scorta delle proposte elaborate in passato dall’Amministrazione comunale,un grande intervento di trasformazione, prevedendo una serie articolata di strutture e volumetrie in cui accogliere funzioni e attività diverse, sempre garantendo la fruibilità di una superficie aperta attrezzata a verde. Una terza ipotesi ha attualizzato i contenuti emersi nell’ultimo concorso di progettazione di dieci anni fa. La quarta ipotesi, utilizzata nella matrice delle alternative, è quella che ha preso in considerazione la possibilità di inserire una leva finanziaria a carattere immobiliare di grandi dimensioni (una torre residenziale), dimensionata in ragione della necessità di garantire il corretto equilibrio economico-finanziario con cui realizzare una grande struttura a carattere culturale (teatro, mediateca, biblioteca…). Il quadro scelto è derivato da un approfondimento della terza alternativa, che più e meglio delle altre è riuscita a sintetizzare esigenze e prospettive e tutte le diverse questioni inerenti la riqualificazione dell’area, dando priorità alla volontà di garantire la presenza di ampi spazi verdi per realizzare il cosiddetto ‘bosco urbano’, il Parco Centrale appunto, che comprende anche giardini tematici e orti urbani; alla opportunità di accorpare sosta e terminal al traffico ferroviario, in un fascio viario compatto e integrato, a ridosso dell’impalcato ferroviario; di dotare l’area di strutture per il parcheggio nella misura di circa 2.000 posti auto, in linea con l’offerta attuale; nonché di completare un collegamento pedonale diretto e di pregio tra la Stazione e le aree pedonali di Corso Umberto I e di tutto il cosiddetto ‘Centro Commerciale Naturale’. A questo elenco di priorità è stata poi aggiunta una particolare attenzione a collegare e connettere i tratti ciclo-pedonali attualmente esistenti lungo la ‘strada-parco’, il Ponte di Ferro, il lungofiume e i nuovi percorsi lungo via De Gasperi e corso Vittorio Emanuele II, così come previsto dal documento di “Indirizzi strategici per il governo del territorio”, approvati con la delibera n. 26/2017 del Consiglio Comunale. Un’azione che tende ad armonizzare l’esistente e a dare valore alle presenze culturali, commerciali, economiche e viarie della zona, agevolando la visione di città sostenibile che abbiamo in mente e di cui il Parco Centrale deve diventare un epicentro propulsivo anche quale Hub della mobilità sostenibile in cui trasporto ferroviario, trasporto pubblico urbano di massa e mobilità ciclopedonale assumano sinergicamente un ruolo trainante verso una cità attrattiva, pulita e accessibile”.


Il nuovo Stadio Adriatico: alcuni chiarimenti di scenario

Il nuovo Stadio Adriatico: alcuni chiarimenti di scenario

La presentazione nelle commissioni consiliari riunite urbanistica e grandi infrastrutture dell’ipotesi di localizzazione del nuovo Stadio del calcio ha accesso una discussione in città e indotto le opposizioni in consiglio comunale, come è normale che sia in democrazia, ad avanzare rilievi e critiche. Prendendo spunto da questi, vorrei provare a offrire alcuni elementi ulteriori al dibattito pubblico. Il progetto ruota attorno alla trasformazione e sviluppo di un’importante porzione della città verso l’idea di un campus diffuso, ove sapere, economia circolare, sport e divertimento siano le leve del cambiamento, in linea con la Strategia Europa 2020, che identifica le aree urbane come territori chiave per cogliere le sfide di crescita intelligente, inclusiva e sostenibile. Perché questo possa accadere spetta al Comune disegnare le condizioni e le regole di contesto, facendo sì che la dimensione del quartiere, con i suoi residenti, e quella metropolitana e globale di un luogo di questo tipo interagiscano in modo virtuoso. Mi sembra che questo sia un punto meritevole di discussione al pari della questione dello stadio, che si inserisce in tale scenario. Concentrandoci su quest’ultimo, il nostro assunto di partenza è che collocare un moderno stadio del calcio ove oggi si trova lo stadio Adriatico non è compatibile con gli indirizzi strategici che il Comune si è dato. Su questo occorre intendersi. Gli stadi di nuova generazione sono strutture complesse, destinate a operare tutti i giorni affiancando agli eventi calcistici un insieme di attività che possano sia remunerare l’investimento iniziale sia coprire i costi di gestione. Tale modello è espressamente recepito dalla legge di stabilità per il 2014, che gli conferisce un binario privilegiato per la realizzazione, fino a prevedere un potere sostitutivo del Governo nei confronti degli enti territoriali.
Evocare, allora, lo ‘spettro’ di ‘Megalò’ è fuorviante e non favorisce certo un confronto costruttivo. Nel nostro caso parliamo di una superficie commerciale netta di circa 10.000 mq (meno della metà di Auchan) e di altri servizi quali un centro medico/sportivo, palestre, il museo della squadra, etc. Megalò ha una dimensione più che doppia e un’altra natura. Il Comune approverà un preciso schema direttore fornendo ai privati, a partire dalla Pescara Calcio, le regole entro cui operare, ivi comprese le convenienze imprenditoriali (che non mi sembra siano un delitto) e le compensazioni urbanistiche, fermo restando il prerequisito di una elevata qualità architettonica e paesaggistica dell’intervento e la conservazione della Pineta e delle aree verdi a essa contermini. Sono, del resto, sensibile all’argomento area metropolitana, vale a dire lo stadio potrebbe farsi anche fuori dei confini comunali, posto che gli uffici tecnici hanno determinato che non vi sono altre aree idonee nel territorio di Pescara. Per esempio nei pressi dell’ARCA a Spoltore o a San Giovanni Teatino. Non vedo, però, come questo cambierebbe i termini del problema. I negozi e i servizi vi sarebbero comunque e insisterebbero evidentemente sul medesimo bacino commerciale. Allora, la questione è se si vuole o meno avere una squadra di calcio di serie A o B nella nostra area metropolitana, posto che dal 2021 lo stadio Adriatico, secondo le regole FIFA, non potrà più ospitare il calcio professionistico.
Se la risposta è sì, allora bisogna spiegare perché l’area nei pressi della tangenziale SUD, liberata dell’ultimo impattante tratto, sarebbe meno desiderabile di eventuali altre, quando si consideri che il nuovo stadio, servito da un grande hub intermodale (terminal filovia, fermata ferroviaria, parcheggio di scambio) sarà comodamente raggiungibile senza intasare l’area urbana, evitando che i tifosi ospiti scorrazzino per la città, e collegato al ‘vecchio’ stadio Adriatico con un percorso ciclopedonale tangenziale alla Pineta. La Pineta verrà a sua volta ampliata grazie all’assorbimento di un ampio tratto della strada della bonifica e della Nazionale Adriatica. Lo Stadio Adriatico sarà restituito alla città per l’atletica, gli sport dilettantistici (compreso il calcio), manifestazioni ed eventi, e sarà ‘servito’ da una grande piazza – che a Portanuova manca – in diretta relazione con il campus.
Ho letto di “favole” raccontate da Civitarese. A me le favole e i sogni piacciono. Adriano Olivetti diceva che “un sogno sembra un sogno fino a quando non si comincia a lavorarci. E allora può diventare qualcosa di infinitamente più grande”.

Prof. Stefano Civitarese – Assessore al Governo del Territorio e Mobilità

Ztl ordinarie e ambientali: arrivano le telecamere

Ztl ordinarie e ambientali: arrivano le telecamere

Presentato il progetto di ottimizzazione delle telecamere delle Ztl cittadine: il sistema si arricchirà di un nuovo impianto e di display che avvertono se le telecamere sono attive o spente. “Abbiamo messo in cantiere dei necessari lavori di modifica dell’impianto per la rilevazione degli accessi alle Ztl – così l’assessore Stefano Civitarese Matteucci – si agirà sui varchi delle Ztl, ordinaria e ambientale (ambientali sono quelle che scattano il sabato e domenica in Corso Vittorio e via Regina Margherita, via De Amicis) che avranno telecamere più visibili per la rilevazione degli accessi, al fine di arrivare a una migliore gestione delle Ztl. Si tratta di un’azione importante sia per ragioni di sicurezza che per centrare gli obiettivi che le Ztl devono garantire che non sono solo repressivi o fare cassa, ma di rendere vivibili e sicure delle porzioni sensibili della città. Nulla cambia sulle regole di accesso e convivenza con la Ztl, rispetto al precedente progetto abbiamo solo aggiunto una telecamera portandole in tutto a 13 e fatto degli spostamenti di tre telecamere, collocandole in modo più efficace per l’esigenza di controllo della Ztl, anche alla luce dell’esigenza di ragionare come una smart city. Questo ci ha spinto a dotare gli impianti del display in modo da informare cittadini e utenti se i varchi sono attivi o no ed evitare il rischio di esporsi a multe. Il passo successivo in senso tecnologico sarà quello di facilitare il rilascio e il rinnovo dei permessi per la Ztl, in modo anche da renderlo un passaggio automatico per i richiedenti, evitando dunque che vengano agli uffici e liberando questi di richieste che potranno essere fatte anche da casa, attraverso il web per gli anni prossimi”.

“Il controllo diventa più efficiente – aggiunge il Mobility Manager del Comune Piergiorgio Pardi – Un atto dovuto, perché le Ztl non sono zone che le Pubbliche Amministrazioni individuano a caso, ma rientrano nella pianificazione ministeriale che vede nei centri storici e in alcune speciali zone della città degli spazi sensibili, da regolamentare per proteggere i cittadini dall’inquinamento e garantire sicurezza e rispetto delle regole, risolvendo anche i problemi di fruibilità che le zone centrali hanno. Come detto, alle 12 telecamere se ne aggiunge una 13esima che andrà al varco di via Regina Margherita/Viale Muzii. L’impianto di via Roma, angolo via Fabrizi, verrà spostato in via Regina Elena, angolo via De Amicis. La telecamera di via Mazzini sarà invece a servizio di Corso Vittorio Emanuele. Quella, infine di via Poerio, angolo via Mazzini verrà rimossa e posta in piazza Muzii”

“I tempi sono piuttosto serrati – conclude il vice sindaco Antonio Blasioli – I lavori sono stati consegnato il 5 di giugno, entro 60 giorni spostamenti e sistemazione verranno effettuati, ma prevediamo che data della riconsegna ed entrata in vigore si accorci. La ditta è una Srl aquilana, la Sipros che si è aggiudicata lavori per circa 110.000 euro già presenti nel piano triennale delle opere pubbliche, con un ribasso del 29 per cento. Con questi lavori non verranno estese le Ztl attuali, procederemo solo ad una rifunzionalizzazione dei varchi per renderle più efficienti e anche più evidenti attraverso i display, come accade in altre città dove il sistema è operativo. Non si tratta di lavori che devono incrementare le entrate, anzi, ma ci preme dare una mobilità sicura e fluida alla città, anche perché stiamo cercando di promuovere spostamenti non solo a quattro ma anche a due ruote e pedonali, riteniamo che la lotta all’inquinamento vada fatta per la salute di tutti e che ci siano delle zone particolari da tutelare, perché più frequentate di altre, tanto da avere normative di riferimento ad hoc e nello stesso tempo informare chi accede se in quel preciso momento è attiva o meno la ZTL. Queste situazioni si avranno principalmente all’incrocio tra via De Amicis e via Regina Elena, all’incrocio tra via Regina Margherita e via Leopoldo Muzii e ancora in Corso Vittorio Emanuele in corrispondenza con Piazza della Repubblica (vecchia stazione). Ciò garantirà meno dispendio di forze di polizia Municipale poiché il controllo avverrà con le telecamere, ma anche più trasparenza delle restrizioni. Come per le prime telecamere, anche qui un volta in funzione i nuovi varchi faremo una sperimentazione di una settimana senza irrogare sanzioni proprio per venire incontro alla cittadinanza”.

Aperto al traffico il Ponte Flaiano: istruzioni per l’uso

Aperto al traffico il Ponte Flaiano: istruzioni per l’uso

E’ entrato in funzione per sollevare dal traffico il centro della città e collegare meglio la città che viaggia in auto, in bici e a piedi. All’apertura avvenuta in via Gran Sasso si è recato il sindaco Marco Alessandrini, che con il consigliere Piero Giampietro, la Polizia Municipale e il dirigente del Settore Manutenzione Pierpaolo Pescara ha sovrinteso alla rimozione delle transenne, con un simbolico passaggio del testimone dalla ditta esecutrice, l’Ati Di Vicenzo & CO Spa- FIP, per mano del responsabile del cantiere Marco Panella. Uno scambio avvenuto davanti a diversi residenti e tanti automobilisti, scooteristi e ciclisti che si sono radunati per i primi ad attraversare. Fra questi Bruno D’Onofrio, ex agente della Polizia Municipale in auto con la moglie Rita Salzetta, ufficialmente primo automobilista a percorrere il Flaiano.

“Questo è un piccolo passo per ognuno di noi – il commento del sindaco Marco Alessandrini al momento dell’apertura – ma un grande passo per Pescara. Cito l’allunaggio di Armstrong con l’auspicio che ognuno di noi contribuisca ad usare il Ponte per alleggerire il traffico cittadino. E’ un’opera bella, una grande infrastruttura che serve a rendere più vivibile e percorribile la nostra città”.
In concomitanza con l’apertura del nuovo ponte, l’Amministrazione comunale ha voluto intraprendere un’attività di partecipazione e confronto sui nuovi possibili scenari di mobilità, attraverso un sondaggio, al fine anche di promuoverne e migliorarne l’utilizzo. “Il Ponte Flaiano”, illustra l’assessore alla Mobilità Stefano Civitarese Matteucci, “prevede i seguenti collegamenti: 1) i mezzi motorizzati avranno collegamenti di entrata e uscita da e verso tute le direzioni (anche se con l’asse attrezzato solamente nel settore sud e solo da e verso monte); 2) per pedoni e ciclisti i collegamenti sono previsti e riservati solo per la direzione mare-monti, e viceversa, su entrambi i lati.

Nella pagina dedicata ai modelli di simulazione del funzionamento della rete stradale adiacente al nuovo ponte, a cui ha lavorato la società incaricata della redazione del PGTU, sono stati riportati tre scenari. Ai fini della consultazione è stato per adesso scelto, in modo cautelativo, quello senza modifiche della viabilità limitrofa (SdP1: dettagli progettuali dell’assetto viario). Questo scenario pone in evidenza che il punto critico della viabilità nell’area limitrofa al nuovo ponte è la rotatoria a nord del campo sportivo Rampigna. Risulta inoltre molto congestionato tutto l’asse viario costituito da Via A. De Gasperi, da Piazza G. Garibaldi e dal Ponte G. D’Annunzio. Ma con l’entrata in funzione del Ponte, il secondo scenario elaborato, prevede che in prossimità della rotatoria a nord del campo sportivo Rampigna, oltre che sull’intero asse viario costituito da  Via A. De Gasperi, da Piazza G. Garibaldi e dal Ponte G. D’Annunzio, ci sia una riduzione della congestione. Di conseguenza ci sarà una diminuzione dei flussi sul tratto di via del Circuito tra Piazza Pierangeli ed il sottopasso ferroviario in quanto parte degli utenti diretti a sud del fiume percorreranno prima via delle Mainarde e via Valle di Roveto, per poi attraversare il nuovo ponte.

Al fine di verificare la dinamica dei flussi, l’Amministrazione comunale intende raccogliere, attraverso un sondaggio, informazioni legate alla percezione che l’utente della strada, sia esso automobilista, ciclista o pedone, avrà della nuova opera in ragione dell’uso prevalente che ne farà, e degli scenari futuri che il nuovo asse stradale comporterà. Al sondaggio seguirà anche una fase pubblica di confronto, con un calendario di incontri, con l’illustrazione delle prospettive organizzative della mobilità, anche in ragione delle osservazioni che nel frattempo saranno pervenute”.

 

Nuovo stadio e cittadella dello sport: le idee per il masterplan

Nuovo stadio e cittadella dello sport: le idee per il masterplan

Presentato il progetto della nuova “Cittadella della sport. Le idee per la redazione del masterplan dell’Amministrazione su Pescara Sud”: la visione è quella di un grande city campus attorno alla Riserva Dannunziana, ove troverà posto anche il nuovo Stadio per il calcio, in cui formazione, ricerca, innovazione, start up e attività ricreative e sportive potranno dare vita a un nuovo modello di area urbana fondato sulla contaminazione tra il mondo universitario e le componenti economiche, sociali, culturali e ambientali della città e dell’area metropolitana. Alla conferenza di presentazione del sindaco Marco Alessandrini e degli assessori allo Sviluppo del Territorio e Sport Stefano Civitarese Matteucci e Giuliano Diodati, che hanno illustrato il progetto, hanno partecipato tutti i soggetti che ne condividono finalità e realizzazione, come il Magnifico Rettore dell’Università d’Annunzio Silvio Caputi, alla sua prima visita ufficiale a Palazzo di Città e il presidente della Pescara Calcio Daniele Sebastiani. Erano presenti anche l’assessore alla Riserva dannunziana Paola Marchegiani, i consiglieri Ivano Martelli, Pierpaolo Zuccarini, Riccardo Padovano, Tonino Natarelli.

 “Oggi cristallizziamo un sodalizio a cui teniamo molto – così il sindaco Marco Alessandrini – con l’Università, la Pescara Calcio e con tutti gli altri soggetti che ci aiuteranno ad inserire il progetto dello Stadio in una partita più ampia, che è la riqualificazione di un’intera porzione di città, nel senso metropolitano del termine, per accorciare le distanze con la Pescara che guarda al 2027. Sin dall’inizio del mandato abbiamo spinto ad una esternalizzazione dello Stadio, perché i costi dell’impianto sono gravosi, arrivano a un milione di euro e oltre. Così abbiamo intrapreso un percorso di riqualificazione che però ha fatto i conti con il punto di vista divergente sul vincolo, ma su ciò stiamo lavorando e grazie al lavoro degli assessori Civitarese Matteucci e Diodati e della struttura comunale oggi possiamo intraprendere un’altra via subito condivisa da tutti. Parliamo di una soluzione migliorativa, che ci consente di eliminare dei detrattori ambientali come tale è la cosiddetta “Trombetta della circonvallazione” (l’uscita della Pineta) e di recuperare degli spazi sottostanti in cui si trova un terreno non soggetto a vincoli, dove potrebbe nascere un nuovo Stadio in linea con le esigenze legate al mondo del calcio. Un impianto per le partite collegato a una cittadella dello sport capace di dare una funzione specifica al territorio, che ha costi anche meno onerosi, che movimenta capitali che creano ricadute occupazionali ed economiche sul territorio e che ci vede determinati a perseguire, intavolando un lavoro in sinergia piena con Università, Pescara Calcio, Soprintendenza, portatori d’interesse”.

“Abbiamo una cabina di regia che esiste e riguarda il polo della Cultura e della conoscenza – illustra l’assessore allo Sviluppo del TerritorioStefano Civitarese Matteucci – Polo che darà vita a sviluppo avanzato, nel terziario, nella mobilità, nell’impresa, mettendoci a disposizione degli studenti e trasformando l’idea stessa di quella porzione della città che ha bisogno di rilancio. La zona sportiva deve diventare parte integrante dell’Università e della città e nel progetto con la demolizione di quella parte di tangenziale sarà collegata al Polo della cultura e della conoscenza da un percorso verde e continuo fino alla fine della Riserva dannunziana. Demolizione che ci consente di liberare spazio per il nuovo stadio che dovrà essere progettato secondo criteri moderni e avanzati e da progettisti di grande spessore. Non solo una rivoluzione in nome dello sport, ma la nascita di un vero e proprio hub intermodale dove ci sarà una nuova fermata della stazione ferroviaria per consentirne l’uso, un terminal per il trasporto pubblico e un parcheggio multipiano, elemento intermodale di scambio che cerchiamo per agevolare l’utilizzo dei mezzi pubblici. Questo, mettendo insieme le azioni che l’Università ha già avviato sulle sue aree e con il coinvolgimento dei privati, creerà una massa di investimenti stimata sui 200 milioni di euro. Stiamo lavorando a un progetto di riqualificazione della città migliorando il trasporto, l’ambiente, la vivibilità con un grande investimento di opere e con ricadute imponenti a livello occupazionale, di qualità e durature. Abbiamo in corso un confronto con i portatori di interesse per capire come migliorare il terziario presente, il comparto economico della zona, su come agevolare le start-up che potranno sorgere su quella porzione del territorio. I protagonisti sono tutti al tavolo e pronti a condividere questo progetto che mi sembra sia un ottimo punto di partenza. Il Comune arriverà al Masterplan entro la fine dell’anno in Consiglio e poi partirà una fase di confronto serrato ed entro la fine del mandato verrà posta la prima pietra”.

 “Abbiamo seguito un percorso come Amministrazione per riqualificare lo Stadio per sollevare l’Ente dai grandi costi di gestione e perché si rientrasse al 36 per cento di copertura dei servizi che ci richiede il cammino di riequilibrio dei conti – spiega l’assessore allo Sport Giuliano Diodati – Quindi ci siamo posti il fine di dare allo sport in città un costo meno gravoso in termini di tariffe dei servizi e questo passa attraverso l’esternalizzazione dell’impianto. Per arrivarci abbiamo seguito il percorso di riqualificazione dello Stadio Cornacchia con il progetto di Lega B Futura, ma a fronte delle problematicità sorte e ragionando sulla nuova idea di sviluppo che sta crescendo nella zona, abbiamo spostato l’interesse sul nuovo progetto che ha trovato subito il supporto di tutti i soggetti interessati, dall’Università, alla Pescara Calcio, alla Soprintendenza. Ora si seguono percorsi virtuosi per cui lo Stadio Cornacchia possa essere utilizzato, abbiamo coinvolto il Coni che si è reso disponibile a fare in modo che si possa dare nuova linfa alla struttura e coinvolto l’Università che ha possibilità di intervenire sul suo utilizzo con i suoi studenti e utenti. La nostra idea è fare in modo che, fermo restando che andremo avanti per l’eliminazione del vincolo che la riguarda, l’attuale struttura possa essere comunque funzionale all’Università, alla città e a società sportive e soggetti privati, ma che possa anche essere sfruttata anche per la musica e i grandi eventi consentendo a Pescara di tornare ad ospitare concerti da stadio, cosa oggi impossibile a tutela del manto erboso. Insomma un nuovo inizio”.

“Noi al momento dell’insediamento dell’attuale Amministrazione abbiamo cominciato a parlare di un progetto di nuovo stadio – aggiunge Daniele Sebastiani –  ci siamo incontrati diverse volte con l’azienda B Futura che studiava la realizzazione del primo progetto e così come il Comune, ci siamo scontrati con il nodo del vincolo sullo Stadio, abbiamo cercato di risolvere la questione con la prima soluzione ad oggi difficile da ottenere: lo spostamento della pista di atletica per fare lo Stadio. Da qualche settimana ragioniamo sul nuovo progetto che ci consente di non andare via da Pescara durante i lavori e ci consegnerà uno stadio nuovo con tutti i criteri, un progetto non condizionato, ma libero e condiviso dall’Amministrazione e tutte le forze politiche, un progetto in grado di dare un altro segno distintivo alla città in una zona bellissima che verrebbe riqualificata. Siamo in linea con l’Amministrazione, siamo convinti che sia la via giusta per dare al Pescara e a Pescara uno Stadio e farlo in tempo, perché fra qualche anno la Uefa chiederà alle società una struttura per il calcio e tutti dovranno adeguarsi, come già hanno fatto Torino, Udine e Reggio Emilia e stanno facendo a Cagliari, dove i lavori peraltro concepiti insieme al nostro progetto, oggi sono già partiti. Noi siamo convinti che sia la cosa giusta e mi auguro venga condivisa davvero da tutti affinché non si perda tempo e non si alimentino esposti e contenziosi che non fanno bene alla città e al suo sviluppo”.

“Vivendo a Pescara ne conosco l’entusiasmo e la vitalità – conclude il Magnifico Rettore Sergio Caputi –  Sicuramente l’Università valuterà la sostenibilità della sua parte ed è concorde sulle finalità progetto, anche alla luce delle nostre statistiche che riconoscono a Pescara un’attrattività del 40 per cento di studenti fuori sede. Gran parte di essi resta a vivere qui, in una città che storicamente accoglie, perché la qualità della vita è buona e gli studenti questo lo percepiscono. Il progetto è molto bello, è un’opera grande e pensata bene e sono sicuro che la sostenibilità delle strutture sia stata ponderata in modo adeguato affinché non finiscano in disuso. Ci muoveremo facendo il bene degli studenti, coniugando la loro realtà a quella del territorio e dando all’Ateneo ciò che manca: noi abbiamo necessità di strutture sportive e siamo pronti a lavorare insieme”.

Scarica il documento di presentazione: Pescara città universitaria (pdf – doc)

PUMS: consiglio comunale aperto e partecipato

PUMS: consiglio comunale aperto e partecipato

E’ possibile partecipare con un proprio contributo inviando una mail di richiesta a: presidente.consiglio@comune.pescara.it.

Con Delibera N. 359 dell’1/06/2017 la Giunta comunale ha dato avvio al processo di definizione del Piano Urbano della Mobilità sostenibile. Per la sua definitiva stesura vi sarà un’ampia fase di consultazione pubblica e di confronto, aperta dalla prima presentazione in Consiglio Comunale del documento che si svolgerà martedì 13 giugno dalle ore 16,30. La sessione di lavoro sarà aperta, questo significa che saranno ammessi a intervenire anche i non eletti, rappresentanti dei cittadini e associazioni che vorranno partecipare attivamente alla discussione.
La seduta è aperta – chiarisce il presidente del Consiglio Comunale Francesco Pagnanelli – Ognuno potrà portare il proprio contributo alla discussione, ma per farlo è necessario prenotare il proprio intervento attraverso la mail della Presidenza del Consiglio Comunale al seguente indirizzo: presidente.consiglio@comune.pescara.it.  Sarà possibile prenotarsi fino al giorno stesso, si tratta di una discussione importante perché il PUMS è atteso e fondamentale per la mobilità nel territorio. L’invito è a una partecipazione costruttiva e condivisa, che farà da base alla stessa presentazione di martedì e che accompagnerà il documento fino al suo ritorno in aula per l’approvazione finale”.
“La presentazione in Consiglio Comunale costituisce l’avvio di un cammino che vedrà coinvolti tutti i soggetti competenti in materia di mobilità cittadina – sottolinea l’assessore alla Mobilità Stefano Civitarese Matteucci – E si concluderà con l’approvazione definitiva del Piano proprio in Consiglio Comunale. Si tratta di un percorso importante, perché è la prima volta che il Comune si dota di questo innovativo strumento e sarà il primo tra i comuni abruzzesi a farlo. Le città italiane che hanno già il piano sono in tutto 28. Il PUMS nasce per farsi carico di problemi locali e di questioni globali come il cambiamento climatico e gli obiettivi di efficienza energetica. E’ per sua natura un piano fortemente orientato verso un processo di governance che abbia lo scopo di contemperare le diverse “modalità” della mobilità urbana. Il documento approvato in Giunta comunale costituisce il riferimento strategico di attuazione del Piano che vedrà la sua piena elaborazione con un’ampia fase di consultazione pubblica e di confronto, a cui si darà ampio risalto, sia con incontri pubblici sia attraverso il sito. Abbiamo avviato un percorso che si concluderà in 20 mesi, vogliamo e dobbiamo condividerlo ampiamente con la comunità, con tutti i portatori d’interesse e i primi fruitori”.

PUMS: adottate e presentate le linee guida del piano

 

Verso il BICIPLAN, il piano urbano della mobilità ciclistica

Verso il BICIPLAN, il piano urbano della mobilità ciclistica

In coerenza con quanto previsto nella Delibera Comunale di insediamento della Giunta Comunale del 3 luglio 2014, di approvazione delle “Linee programmatiche di mandato”, circa la messa a sistema della rete urbana di itinerari ciclabili (cfr pagine 15 e 16) , l’Amministrazione comunale, attraverso il proprio Assessorato alla Mobilità, ha avviato una serie articolata di programmi e azioni sia con la individuazione di un proprio capitolo di bilancio sia attivando specifici canali di finanziamento su bandi nazionali e europei.
Per cui, pur ritenendo necessario avere a disposizione uno strumento di piano dedicato, il “BICIPLAN“, da predisporre nelle modalità indicate nel PUMS, il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (pag. 43), sono già in corso di progettazione e realizzazione singole artiere che pian piano andranno a comporre la rete urbana cicloviaria (RUC), ovvero il sistema generale degli itinerari ciclabili costituito dall’insieme dei tracciati mono e bidirezionali riservati alle due ruote.
A seguire l’attuale bilancio lineare delle piste ciclabili esistenti, nonché quelle previste dal progetto BICI-IN-RETE, oltre che altre incluse nel Piano di riqualificazione delle periferie.Nella mappa che segue è possibile visionare graficamente tutti i tracciati. Selezionare l’icona in alto a sinistra per attivare o meno i livelli e selezionare le icone in alto a destra per condividere o ingrandire la mappa. Gli anelli ciclabili sono solo di riferimento cartografico per il futuro sviluppo della Ciclopolitana di Pescara.

Ponte Flaiano: dettagli progettuali dell’assetto viario

Ponte Flaiano: dettagli progettuali dell’assetto viario

Si riportano di seguito alcuni scenari di studio degli effetti che avrà l’apertura del ponte sulla circolazione urbana dell’area limitrofa. A seguito di una approfondita campagna di rilevamento dei flussi di traffico è stato sviluppato un modello di simulazione rappresentativo del funzionamento della rete stradale comunale, predisponendo 3 diversi scenari.

Il primo scenario (SdF) rappresenta il funzionamento della rete stradale allo stato attuale, ovvero con l’assenza del nuovo ponte. Questo scenario pone in evidenza che il punto critico della viabilità nell’area limitrofa al nuovo ponte è la rotatoria a nord del campo sportivo Rampigna. Risulta inoltre molto congestionato tutto l’asse viario costituito da Via A. De Gasperi, da Piazza G. Garibaldi e dal Ponte G. D’Annunzio.

Il secondo scenario (SdP1), rappresenta il funzionamento della rete stradale a seguito dell’apertura del  nuovo ponte, senza modifica della viabilità limitrofa. A fronte di un prevedibile aumento dei flussi sull’asse di via Gran Sasso e di via Valle di Rovereto, questo scenario mostra come in prossimità della rotatoria a nord del campo sportivo Rampigna, oltre che sull’intero asse viario costituito da  Via A. De Gasperi, da Piazza G. Garibaldi e dal Ponte G. D’Annunzio, ci sia una riduzione della congestione. Di conseguenza ci sarà una diminuzione dei flussi sul tratto di via del Circuito tra Piazza Pierangeli ed il sottopasso ferroviario in quanto parte degli utenti diretti a sud del fiume percorreranno prima via delle Mainarde e via Valle di Roveto, per poi attraversare il nuovo ponte.

Il terzo scenario (SdP2), rappresenta il funzionamento della rete stradale a seguito dell’apertura del nuovo ponte, considerando le modifiche all’assetto della circolazione proposte dall’Amministrazione. In particolare da via del Circuito non sarà più possibile accedere direttamente al sottopasso ferroviario. Come nel secondo scenario (SdP1), anche i nuovi percorsi previsti dal terzo scenario (SdP2) attrarranno flussi che attualmente insistono sull’asse viario costituito da Via A. De Gasperi, Piazza G. Garibaldi e Ponte G. D’Annunzio, ma produrranno l’aumento del carico di traffico su alcuni assi come via di Gran Sasso e via di Rigopiano, che presentano criticità nella conformazione e nella funzione della sede stradale.

In sintesi l’apertura del ponte produrrà da una parte una significativa fluidificazione del traffico lungo l’asse viario costituito da Via A. De Gasperi, da Piazza G. Garibaldi e dal Ponte G. D’Annunzio mentre dall’altra aumenterà il carico di traffico su via Gran Sasso. Inoltre nel terzo scenario (SdP2) le modifiche all’assetto della circolazione si stima portino ad aumentare il carico di traffico sull’intersezione tra la nuova rotatoria a nord del ponte Flaiano e via Forca di Penne (massimo flusso di 1800 veicoli equivalenti orari contro 1350 del secondo scenario, ad assetto invariato).  Tale aumento potrebbe presentare una criticità in quanto nell’intersezione in oggetto vi è la presenza di una strettoia che potrebbe non sopportare il nuovo carico di flussi determinato dall’apertura del ponte e dalle modifiche all’organizzazione della circolazione.

PUMS: adottate e presentate le linee guida del piano

PUMS: adottate e presentate le linee guida del piano

Verrà presentato durante un Consiglio Comunale aperto il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile elaborato dal Settore Mobilità e Sviluppo del Territorio del Comune di Pescara e approvato dalla Giunta il 1 giugno. È la prima volta che il Comune si dota di questo innovativo strumento, primo tra i comuni abruzzesi. Il PUMS è stato intanto presentato agli organi di informazione durante una conferenza alla presenza del Sindaco, Marco Alessandrini, dell’assessore alla Mobilità Stefano Civitarese Matteucci, del dirigente del Settore Giuliano Rossi, del Mobility Manager dell’Ente Piergiorgio Pardi, del consulente dell’amministrazione professor Roberto Mascarucci, i tecnici comunali di competenza.
Salutiamo il primo passo di una pianificazione importante per il futuro della città – dice il sindaco Marco Alessandrini – saluto con grande soddisfazione il lavoro svolto dall’assessore Civitarese Matteucci, dal settore Mobilità del Comune, dal professor Mascarucci che dà alla nostra città la possibilità di entrare in un circuito sostenibile e vivibile prima fra tutti i Comuni abruzzesi. Ci auguriamo che tale cammino proceda spedito e condiviso, con la collaborazione di tutti i soggetti del territorio e con l’auspicio che aiuti anche a sensibilizzare la cittadinanza ad un uso più consapevole dei mezzi pubblici e delle due ruote”.
“Pescara si dota di uno strumento di pianificazione e di rilancio che è una delle azioni prioritarie delle linee di mandato dell’Amministrazione comunale e che ci consentirà non solo di poter attingere a delle risorse per pianificare, ma anche di proporre una cultura nuova della mobilità – illustra l’assessore alla Mobilità Stefano Civitarese Matteucci – Siamo il primo Comune d’Abruzzo a dotarsi di un piano strategico volto a soddisfare la domanda di mobilità delle persone e delle imprese in ambito urbano e peri-urbano, allo scopo di migliorare la qualità della vita. Pescara è fra le 28 città italiane ad aver intrapreso questo cammino il cui primo atto di condivisione sarà il Consiglio Comunale aperto per illustrarne le linee e i contenuti. Il PUMS ci giova e apre possibilità importanti per accedere ad altri livelli di progettazione e di risorse, come il programma Polaris che resta di appannaggio dei Comuni che si sono dotati di tale strumento. Il piano è stato elaborato secondo una visione di lungo periodo e prendendo in considerazione, oltre agli aspetti ambientali, anche costi e benefici sociali. Il PUMS nasce per farsi carico di problematiche locali e di questioni globali come il cambiamento climatico e gli obiettivi di efficienza energetica. Si propone inoltre di integrarsi con gli altri piani esistenti, valorizzando i principi di integrazione, partecipazione, valutazione e monitoraggio. Il PUMS è per sua natura un piano fortemente orientato verso un possibile processo di governance che abbia lo scopo di contemperare (in una forma razionale di integrazione sinergica) le diverse “modalità” della mobilità urbana. Il documento approvato in Giunta comunale costituisce il riferimento strategico di attuazione del Piano che vedrà la sua piena elaborazione con un’ampia fase di consultazione pubblica e di confronto, a cui si darà ampio risalto, sia con incontri pubblici che attraverso un sito dedicato e che si concluderà con l’approvazione ultima da parte del Consiglio comunale. Abbiamo avviato un percorso che si chiuderà in 20 mesi, durante i quali il piano sarà ampiamente condiviso con la comunità, i portatori d’interesse e i primi fruitori”.
“In particolare esso tende alla individuazione di azioni coordinate per il governo della mobilità – aggiunge il professor Roberto Mascarucci, consulente dell’Amministrazione – con riferimento al modal split tra i sistemi pubblico e privato, ma anche tra le diverse declinazioni di entrambi. È un piano di breve/medio termine (previsione delle azioni a cinque anni, su una visione strategica a dieci anni), per cui si prevede che abbia una durata di dieci anni con una revisione ogni cinque. Punta a sei principali obiettivi: aumentare gli spostamenti urbani effettuati in bici; aumentare la velocità commerciale media del trasporto pubblico oggi troppo bassa e scoraggiante per i fruitori; estendere la rete di piste ciclabili sul territorio urbano; tenere sotto controllo i valori delle polveri sottili; implementare l’estensione complessiva delle Zone a traffico limitato; ridurre l’incidentalità sul territorio. Ad oggi a Pescara entra un traffico di circa 117.000 auto. L’obiettivo del piano è quello di portare al 50 per cento tale mobilità che oggi è notevolmente superiore, implementando al 15% l’utilizzo delle due ruote che ad oggi rappresentano il 2 per cento e al 35 l’utilizzo del trasporto pubblico locale che ad oggi si attesta sul 16 per cento. Obiettivi che il PUMS punta a raggiungere nel medio e lungo, ma in parte anche subito attraverso le azioni già in corso che vedono già il potenziamento delle reti ciclabili, la sostenibilità del trasporto pubblico e l’intermodalità fra mezzi di trasporto, come sta accadendo con la possibilità di trasportare biciclette sui treni. E’ un lavoro utile per la vivibilità e necessario perché con l’adozione di tale strumento sarà possibile anche accedere a risorse europee importanti per ripensare la mobilità delle città alla luce delle esigenze nuove della mobilità territoriale di area vasta”.

 

Il Ponte Flaiano: partecipa alla consultazione pubblica

Il Ponte Flaiano: partecipa alla consultazione pubblica

In fondo all’articolo il sondaggio: “CHE PONTE SARA’

In concomitanza con l’apertura del nuovo ponte, l’Amministrazione comunale intraprende un’attività di partecipazione e confronto sui nuovi possibili scenari di mobilità. Il ponte prevede i seguenti collegamenti:

  • i mezzi motorizzati avranno collegamenti di entrata e uscita da e verso tute le direzioni (anche se con l’asse attrezzato solamente nel settore sud e solo da e verso monte);
  • per pedoni e ciclisti i collegamenti sono previsti e riservati solo per la direzione mare-monti, e viceversa, su entrambi i lati.

Nella pagina dedicata ai modelli di simulazione del funzionamento della rete stradale adiacente al nuovo ponte, a cui ha lavorato la società incaricata della redazione del PGTU, sono stati riportati tre scenari; fra questi è stato per adesso scelto, in modo cautelativo e di osservazione, quello senza modifiche della viabilità limitrofa (SdP1: dettagli progettuali dell’assetto viario).
Al fine di verificare la dinamica dei flussi, l’Amministrazione comunale intende raccogliere, attraverso un sondaggio, informazioni legate alla percezione che l’utente della strada avrà della nuova opera in ragione dell’uso prevalente che ne farà, e degli scenari futuri che il nuovo asse stradale comporterà. Al sondaggio seguirà una fase pubblica di confronto, con un calendario di incontri, con l’illustrazione delle prospettive organizzative della mobilità, anche in ragione delle osservazioni che nel frattempo saranno pervenute.